Di Silvia Francescangeli
Ora si proceda nelle sedi competenti per tutelare “i diritti della Società e quindi di riflesso i diritti dei cittadini molisani e lo stesso servizio sanitario”.
Responsible rompe il silenzio su una vicenda che si protrae ormai da anni e che oggi ha raggiunto un punto di non ritorno. Difatti, nonostante le molteplici sentenze del Giudice Amministrativo (TAR Molise del 17/10/2023, n. 267, Consiglio di Stato del 14/04/2023, n. 3773) e soprattutto, da ultimo, della Corte d’Appello del 25/06/2025, n. 212 – immediatamente esecutiva – che ha condannato la Regione Molise al pagamento di 3,8 milioni d’euro, oltre a circa 400 mila euro d’interessi, per prestazioni sanitarie salvavita rese nel 2019, la struttura Commissariale e gli uffici regionali continuano a restare inerti, in tal modo contravvenendo anche ad un chiaro ordine giudiziale.
Un comportamento che nel tempo ha assunte le caratteristiche di una vera e propria inerzia istituzionale, con gravi conseguenze non solo per Responsible, ma soprattutto per i cittadini molisani. Quella che si sta consumando è un’inspiegabile lesione silenziosa e profonda del diritto alla cura, della certezza dei rapporti tra pubblico e privato accreditato e del rispetto verso le sentenze della giustizia italiana.
Il danno causato da quest’impasse non è solo economico: è etico, sociale e istituzionale. Ogni euro non pagato, ogni prestazione non riconosciuta, ogni silenzio amministrativo pesa quindi essenzialmente sulle spalle della comunità molisana.
Pertanto, onde evitare che il perdurare di questa poco comprensibile, ma fortemente lesiva inerzia si protragga oltre, Responsible annuncia che si rivolgerà – e per l’ennesima volta – alle competenti Autorità Giudiziarie, nessuna esclusa, affinché le stesse pongano fine e nel più breve tempo possibile a questa situazione di ormai accertata (giudizialmente) inadempienza contrattuale che non è dato sapere su quali legittime motivazioni risulti ancorata, stante il chiaro ordine giudiziale impartito come detto sopra da ultimo dalla Corte d’Appello, mancato pagamento che mina alle fondamenta il regolare svolgimento delle attività sociali, posto che trattasi del pagamento di prestazioni sanitarie salvavita addirittura rese nel lontano 2019.
Il silenzio non è più un’opzione. È tempo che ognuno s’assuma le proprie responsabilità e che le istituzioni intervengano per ristabilire chiarezza, ordine e giustizia. Responsible continuerà a difendere, con determinazione e senso civico, la propria dignità e il diritto dei cittadini molisani a un sistema sanitario che funzioni, sia rispettato e non sia ostaggio d’assordanti silenzi ed inspiegabili inerzie che finiscono solo con il ledere l’interesse collettivo.