Di Luca Giordano
Non si contano ormai più i decessi registrati a Venafro, causati da tumori di vario tipo. I cittadini vivono da anni sotto una cappa di inquinamento atmosferico, tra traffico pesante e termovalorizzatori, mentre tutto viene coperto da un silenzio istituzionale complice di questo dramma. Non esiste famiglia venafrana senza almeno un soggetto oncologico. La malattia è diventata così comune da non essere nemmeno più nominata. Tutti la conoscono, tutti la temono, ma ormai ci s’è quasi abituati all’inesorabile destino a cui s’è condannati.
Proprio come nella serie asiatica ‘Squid Game’, dove per vincere bisogna restare vivi a ogni livello superato. Più si va avanti nella competizione, più aumentano i “giocatori” eliminati (o meglio, uccisi) lasciando terrorizzati i pochi superstiti che in cuor loro sanno che anche la propria fine è solo questione di tempo.
A Venafro oggi la vera sfida è sopravvivere. Come in una serie distopica interpretata da attori.
Solo che qui non si recita… si muore davvero.
Alla fine ne resterà uno. Il venafrano più forte.
Il quale, si spera, saprà vendicarsi.