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Code E-Mail: Norme Per Sorridere

Di Vittorio Venditti

Quando I Legislatori Non Sanno Che Fare: SEMPRE!!!

Internet

sarà capitato a chiunque di ricevere e-mail per lo più inviate da enti pubblici o privati, scritti che per darsi un senso, propongono in coda diciture simili a quelle seguenti:

1: “Ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio e negli eventuali allegati sono riservate e per uso esclusivo del destinatario.
Persone diverse dallo stesso non possono copiare o distribuire il messaggio a terzi.
Chiunque riceva questo messaggio per errore, è pregato di distruggerlo e di informare immediatamente il mittente.”.

2: “Le informazioni contenute in questo messaggio e nei relativi allegati sono strettamente riservate e confidenziali e sono da considerarsi per uso esclusivo della persona o della Società che ne è destinataria.
Se il lettore del presente messaggio non è il soggetto cui lo stesso è destinato o un impiegato o un responsabile della consegna, esso è avvertito che qualsiasi divulgazione, distribuzione, memorizzazione, copia od altra utilizzazione del suddetto messaggio, dei relativi allegati e di ogni informazione in essi contenuta è assolutamente proibita.
Se il presente messaggio è stato ricevuto per errore, si prega di reinviarci il messaggio insieme con i relativi allegati, distruggendone l’originale.”.

Queste sono appendici a messaggi con i quali viene richiesta la pubblicazione dei relativi articoli inviati a chi, se si attiene a tali imposizioni, deve cestinare il tutto anche per evitare che si generi la complicità derivante dalla lettura dei giornali che nel frattempo hanno commesso il reato di cui all’avvertimento sopra riportato. Per altro, nel secondo esempio è contenuto anche un errore/offesa perché laddove è scritto “esso”, si sarebbe dovuto significare “egli”, visto che ci si riferisce ad un eventuale “lettore”. Qui poi la discriminazione sessuale è evidente, atteso che a ricevere tal fesseria potrebbe tranquillamente essere una donna: questa è esente da eventuali punizioni derivanti dalla divulgazione di cotanti contenuti? Deridere chi manda tali corbellerie è lecito o s’incorre nel reato di divulgazione aggravata di segreti d’ufficio hai sensi del famigerato articolo seicentoventuno del codice penale?

Questo recita (il verbo non è mai stato più appropriato):
“Art. 621.
(Rivelazione del contenuto di documenti segreti)
Chiunque, essendo venuto abusivamente a cognizione del contenuto, che debba rimanere segreto, di altrui atti o documenti, pubblici o privati, non costituenti corrispondenza, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, e’ punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione fino a tre anni o con la multa da lire mille a diecimila.”.

Chi commette reato se a divulgare informazioni simili sbagliando un certificato del casellario giudiziale per omonimia, viene creato un danno a gente sotto processo e poi assolta?

Non condannano nessuno perché non esiste più la lira?

Ma non è finita:
3. “Se non è necessario non stampare questa mail!”.
Come dire: passare anche per deficienti?
E’ vero, la prerogativa dei fessi è quella di ritenersi più dritti degli altri perché costoro hanno sulla testa una cupola al di là della quale però s’apre un mondo…

Altro Che ‘Intelligenza Artificiale’: Questa E’ Pura Idiozia Naturale!