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Lettera Aperta Alle Istituzioni Locali

Di Danilo D’Antonio

Per un’Amministrazione Democratica e contro l’iniquità del D.P.R. 380/2001

Italia

Spettabile Amministrazione,
l’articolo 1 della Costituzione stabilisce che l’Italia è una Repubblica, in cui la posizione del sovrano compete al Popolo. Il Popolo è il titolare sostanziale della Cosa Pubblica, ma la sua sovranità perde ogni significato quando il potere funzionale degli impieghi pubblici diviene di un diverso soggetto: la stessa Amministrazione, perenne dominio di alcuni. Questa discrepanza, tra il sovraggiunto rivoluzionario principio costituzionale e l’esistente struttura di potere che (permasta) lo contraddiceva, sollevava una questione giuridica fondamentale sulla qualifica del Popolo: doveva esso rimanere suddito (subente un’organizzazione pre-democratica) o doveva divenire sovrano, proprietario reale della Cosa Pubblica, cui non si poteva negare l’accesso? La risposta, fin d’allora, non poteva che essere: si passi ad un’Amministrazione Democratica. In altre parole: una permasta struttura amministrativa pre-repubblicana contrasta col principio fondativo della Repubblica e configura un conflitto giuridico mai risolto col titolo e corretto ruolo del Popolo.

Ebbene: norme come il D.P.R.380/2001 (che colpisce il Proprietario innocente, dotato di ogni documento ab origine necessario all’acquisto del suo immobile, e lo costringe a farsi giustizia da sé: dovendosi egli rivalere sui responsabili di “abusi” edilizi che abbia scoperto dopo decenni nella sua abitazione) mostrano come il “cittadino” sia tale sulla Carta, ma nella realtà delle cose rimane preda di un sistema antico il cui perenne possesso da parte di una minoranza appare, ogni giorno di più, cosa al di sopra della tollerabilità.

Sono normative inique, come il D.P.R.380/2001, a rendere ancora più evidente quanto fondamentale sia, per la Repubblica stessa e la Democrazia, un Istituto (come la Banca dei Pubblici Impieghi) che periodicamente, regolarmente, redistribuisca impieghi, poteri e redditi pubblici, così che la centralità non sia più dominio esclusivo di alcuni, bensì territorio percorso e vissuto da molte persone competenti, idonee e preparate.

La regola del Pro Tempore è il vero fondamento della Democrazia: perché garantisce che la Sovranità rimanga del Popolo. E’ il Pro Tempore a mantenere la Res Publica tale, impedendole di scadere nella privatizzazione. Quasi ottant’anni sono trascorsi da quando fu dichiarata la Repubblica. Ora non si può differire oltre.

Un Ottimo Nuovo Anno all’Italia!
Che per il prossimo 02/06 goda infine di una compiuta Repubblica.
Questo anche grazie al D.P.R. 380/2001.
Plateale vessazione quale è, diviene ora forte stimolo alla liberazione.

Distinti saluti,

Danilo D’Antonio