Di Mario Ricca
A Torino un gruppo di cosiddetti antagonisti, (di chi o di cosa non si capisce), ha trasformato di nuovo un corteo in una guerriglia organizzata: vetrine spaccate, camionetta della polizia data alle fiamme, cassonetti incendiati, sampietrini lanciati come proiettili, bombe carta e petardi sparati ad altezza d’uomo. Un poliziotto finito a terra è stato circondato, pestato a calci e pugni, poi colpito ripetutamente con un martello su fianco e spalle, (qualche centimetro più in alto e sarebbe morto). Undici agenti feriti in divisa, decine di contusi complessivi, ma nessun morto. Questi non sono sfigati strafatti che urlano slogan stantii: sono criminali organizzati, con logistica preparata, (distribuzione di armi improvvisate durante fermate studiate del corteo), molti arrivati da fuori, (Francia soprattutto Marsiglia, Spagna, Austria, oltre a varie zone italiane), travisati e pronti allo scontro calcolato. Non si tratta di protesta, ma di aggressione armata contro lo Stato e chi lo indossa.
La sinistra, come sempre, almeno moralmente fiancheggia queste forme di violenza, (dal terrorismo islamico in poi, non è una sorpresa). Ma il governo in carica? Possibile che non riesca a varare leggi blindate, a prevenire con misure dure, (non necessariamente convenzionali), a stroncare sul nascere queste guerriglie che devastano le città? Sembra quasi che chi governa provi imbarazzo per il proprio passato e tema di doversi giustificare, quindi evita interventi in linea con quella durezza che un tempo non avrebbe esitato a usare. Un modo concreto per prendere le distanze da quel passato sarebbe trattare Casapound con la stessa durezza riservata ai centri sociali di sinistra: iniziare proprio da quei teppisti fascistoidi da rutto libero, dare un segnale chiaro di imparzialità e credibilità. Invece no.
Da ignorante mi chiedo: è ragionevole sospettare che questi atti criminali non vengano contrastati a fondo perché in fondo fanno comodo a entrambe le parti politiche? Negli anni Settanta si faceva sul serio e ci scappavano i morti. Qui, con tutte queste devastazioni, si resta sempre a feriti in ospedale, mai oltre. È ragionevole sospettare che dietro ci sia una regia occulta il cui obiettivo preciso è evitare il morto a tutti i costi: perché se scappa il morto lo Stato, per salvare la faccia, sarebbe costretto a intervenire davvero, senza sconti e senza finzioni. Le stragi del 1992 insegnano: dopo quei fatti lo Stato dovette muoversi per forza, per illudere il popolo bue che funzionava ancora.
Meglio tenere tutto a un livello di violenza gestibile, così nessuno deve rischiare sul serio, la pubblica opinione viene distratta così non pensa alle cose serie e le attività del leviatano continuano senza intoppi.