Sanità Pubblica Per Tutti… I Medici
5 Febbraio 2026
Cnu, Cus Molise Con 3 Squadre All’Assalto Della Fase Finale Organizzata Dal Cus Piemonte Orientale
5 Febbraio 2026
Mostra tutto

Lettera Agli Italiani

Di Mario Ricca

Cari amici, sodali, affiliati e semplici simpatizzanti,
ci teniamo a tranquillizzare tutti coloro che in questi giorni di fervore referendario si stanno preoccupando per eventuali contraccolpi che noi potremmo subire in seguito ai risultati delle urne del 22 e 23 marzo. State sereni: non c’è motivo per allarmarsi, né per cedere a facili catastrofismi da talk show.

Giustizia

Al netto di ogni chiacchiera da bar sport o da editorialista in cerca di like, la nostra solidità rimane intatta, blindata da rapporti eccellenti e fattivamente riconosciuti con le istituzioni ufficiali. Parliamo di un radicamento reciproco consolidato negli anni che rende i legami stabili e impermeabili a qualsiasi ventata di “riforma”. È una questione di chimica naturale: noi e loro siamo la stessa medaglia, due facce che si completano alla perfezione. Loro agiscono con il paravento della legalità, delle carte bollate, delle conferenze stampa e dei codici; noi preferiamo la discrezione, il contatto diretto, la parola data. Metodi e condotte? Praticamente identici. La connivenza, per ragioni d’opportunità, non viene mai dichiarata apertamente, (ci mancherebbe,) ma è lì, palpabile, quotidiana e non fornisce il minimo motivo di preoccupazione a chi conosce i meccanismi veri del Paese.

A dimostrazione di quanto siano profondi e cordiali questi rapporti, basti notare come le istituzioni ufficialmente riconosciute, simpaticamente, per onorarci e coinvolgerci nelle loro attività, abbiano scelto di definire i concorsi pubblici proprio ‘banditi’. Un termine che ci lusinga non poco. Ma non solo. Le istituzioni ufficiali, in uno slancio di gratitudine da noi assai apprezzato, non legalizzano e liberalizzano utilizzo e vendita di sostanze stupefacenti per venirci incontro. Una carineria verso di noi sapientemente giustificata facendola passare per una scelta educativa, con l’apporto di Santa Romana Chiesa, socia maggioritaria e azionista morale e materiale del sodalizio.

In cambio, noi (che siamo sempre stati sensibili all’estetica e alla forma) li aiutiamo volentieri a truccare le gare d’appalto, a sistemare le classifiche, a far quadrare i conti in modo che tutti tornino a casa contenti. È uno scambio fruttuoso, equilibrato che va avanti da decenni senza bisogno di protocolli scritti.

Qualunque sarà l’esito delle consultazioni referendarie, politiche o amministrative di turno, non cambierà nulla di sostanziale. Ci sarà sempre un adattamento reciproco, un assestamento morbido tra tutte le parti in causa, in modo che ciascuno possa continuare a farsi i propri affari nel migliore dei modi possibili. È il bello della nostra democrazia matura: flessibile, pragmatica, mai rigida.

Certo, come sempre spunterà qualche ambizioso di turno che per racimolare visibilità e consenso illuderà il popolo bue di voler “sconfiggerci una volta per tutte”. Sapete come funziona: proclami altisonanti, libri da firmare in libreria, interviste lacrimevoli, appelli alla mobilitazione generale. Roba da palcoscenico. Ma noi abbiamo anticorpi più che sufficienti per neutralizzare questi fenomeni passeggeri. Il popolo bue, si sa, è facilmente suggestionabile con le storie di eroi solitari contro il mostro, ma poi torna a casa, paga le tasse, vota chi gli conviene e dimentica tutto in fretta. Non è cattiveria: è solo realismo. Loro gridano, noi sorridiamo e continuiamo a lavorare.

Dunque, rilassatevi. Il sistema è rodato, i canali sono aperti, gli equilibri reggono. Il referendum? Un altro giro di giostra. Cambierà qualche etichetta sulle scrivanie, magari qualcuno si sentirà più “terzo” o più “autonomo”, ma la sostanza, (quella vera), resta esattamente dov’è sempre stata.

Con affetto e consueta discrezione,
Le Mafie