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Le Italiche Assurdità

Di Mario Ricca

L’ennesima tragedia familiare scuote l’opinione pubblica: un fratello ventottenne confessa di aver uccisa la sorella ventiduenne con una coltellata alla schiena. L’uomo finisce in carcere con l’accusa di omicidio volontario, le indagini procedono con rapidità e il caso sembra destinato a chiudersi con una condanna pesante. Eppure anche in mezzo al dolore e alla condanna unanime, emerge con chiarezza l’incapacità cronica della politica italiana d’affrontare i problemi reali senza ricorrere a scorciatoie demagogiche e inutili.

Giustizia

Il governo, invece di pretendere che le forze dell’ordine e la magistratura applichino con rigore le norme già esistenti, si piega alle pressioni dell’opposizione e asseconda la creazione di leggi speciali che servono solo a fare bella figura sui giornali. Prendiamo la norma sul cosiddetto ‘femminicidio’: nel codice penale italiano esiste già l’omicidio, aggravato quando commesso con crudeltà, con premeditazione, in ambito familiare o contro persone legate da rapporti affettivi. Esistono pene severe, ergastolo compreso, per chi uccide. Ma siccome lo Stato italiano è strutturalmente incapace di far rispettare le leggi che già ha, inventa aggravanti ad hoc basate sul sesso della vittima e sul tipo di relazione con l’autore del delitto. Il risultato è una legislazione ridicola, patetica, intrisa di cultura woke, che discrimina le vittime in base al loro genere e al contesto relazionale invece di punire il fatto criminoso in sé. Non si prevengono omicidi, non si rafforzano i controlli, non s’investe seriamente nella prevenzione: si preferisce etichettare, classificare, fare propaganda.

L’opposizione dal canto suo si limita a gridare allo scandalo quando la maggioranza propone l’ennesima legge inutile, ma non è mai in grado di opporre un’argomentazione seria e concreta. Non propone mai un piano vero per rendere efficace l’applicazione delle norme esistenti, non chiede mai riforme strutturali della giustizia, non indica risorse per potenziare investigazioni e protezione delle persone a rischio. Si limita a polemiche di facciata, lasciando il campo libero ai cialtroni di turno che governano con decreti spot e leggi bandiera.

Da ignorante mi domando: in un caso come questo, dove un maschio uccide una femmina all’interno della stessa famiglia perché non si parla di femminicidio? Da ignorante mi domando se non esistano profili d’incostituzionalità evidenti in norme che creano aggravanti differenziate in base al sesso della vittima e al tipo di legame con l’autore del reato. In questa vicenda l’indagato risponde di omicidio volontario, ma se la vittima fosse stata un’ex compagna invece che una sorella, scatterebbe automaticamente l’aggravante di femminicidio con pene più pesanti. Io ritengo che questa sia una discriminazione intollerabile nei confronti delle vittime stesse, classificate non per la gravità del crimine subito, ma per la relazione che avevano con chi le ha uccise. Forse sono io ignorante e non capisco la logica profonda di tutto questo. O forse la logica profonda non esiste e resta solo la cialtroneria della politica italiana.