Di Mario Ricca
Oggi è la festa di:
Quelle che mendicano la riserva indiana delle quote rosa perché sul campo libero perderebbero in partenza.
Quelle che in nome del politicamente corretto massacrano la lingua italiana, inventando schifezze come “presidenta” e “ministra” per sentirsi meno inadeguate.
Quelle che coi loro coniugi hanno allevati stalker maschi possessivi, viziandoli per sensi di colpa e inadeguatezza post-sessantotto, per poi piangere vittimismo quando il mostro che hanno cresciuto morde.
Oggi è la festa di:
Quelle che la parità di genere la vogliono a tavolino, con decreti e percentuali imposte, non sudandosela sul campo.
Quelle che stasera usciranno a brindare, a fare selfie con mimosa e slogan da quattro soldi, convinte d’essere vittime e vincitrici allo stesso tempo.
Quelle che sono femmine, non donne.
Le donne vere oggi lavorano come ogni giorno, senza bisogno di mimose, senza piagnistei, senza chiedere corsie preferenziali.
Non mendicano riconoscimenti, se li prendono.
Non stravolgono la lingua per sembrare più forti, lo sono già.
Non educano mostri per poi lamentarsene, ammaestrano persone responsabili.
Abbasso Le Femmine. Viva Le Donne.