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IOS E Android: Uguali Normalmente, Diversi Per Ciechi

Di Vittorio Venditti

Ovvero: Cantarsela E Suonarsela Per Sopravvivere Al Progresso

Di progresso/regresso in nome dell’accessibilità e di tutte le corbellerie emesse da matrigna Europa, su queste pagine se n’è trattato a spreco, ma esiste ancora chi chiede qualcosa e se si può, si dà comunque una mano anche se dovrebbero essere altri (impegnati annualmente nel tesseramento e nell’eterna lamentazione) a svolgere tal compito.

Apple

Le prime speranze (non certo per bontà d’animo, ma per intelligenza nel creare profitto) sono state offerte una quindicina d’anni addietro da chi si fa pagare anche l’aria e non ricorda volutamente che la morte attende tutti. Chi non vede ha potuto così pian piano adeguarsi al mercato degli smartphone (che abbandonati software più o meno performanti che hanno generati altri guadagni, ma sono stati eliminati proprio dalla cupidigia di chi li aveva prodotti, soggetti che hanno commesso il gravissimo errore di restare a dormire sugli allori e lì ora dormono, ma per sempre) acquisendo un minimo d’indipendenza nella gestione di queste propaggini elettroniche delle quali è ormai difficile fare a meno, avvicinandosi alle persone normodotate come vista.

Android

L’evoluzione del mercato ha poi fatto sì che anche la cosiddetta ‘parte avversa’ costruisse un sistema operativo sempre più amichevole verso chi non vede, offrendo così l’opportunità di poter avere la libertà anche nell’acquisto di dispositivi diversi tra loro, ma soprattutto non omologati al sistema operativo che fino agli anni quindici di questo secolo pareva la facesse da padrone.

Tutto bene? In un certo senso sì anche perché tal allargamento di vedute ha portata con sé una versatilità gestionale per cui alla fine ed in taluni casi l’omino verde ha superata la mela morsicata nel normale uso degli smartphone, persino dal punto di vista lavorativo, il che ha portato un notevole risparmio di danaro a vantaggio anche degli utenti non vedenti, oltre a dar loro come a tutti la libertà di scegliere a piacimento come collegarsi al resto del mondo.

C’è però qualcosa che se per i normodotati è praticamente impercettibile, da quest’altro lato si nota e come: i due sistemi operativi creano ambienti diversi nei quali operare e molto spesso il cambio di programma comporta una perdita della padronanza dell’ambiente medesimo che ad esempio crea problemi in campo produttivo oltreché nella normale vita tra umani e macchine, cosa che evidentemente per ragioni mal calcolate di profitto, invece di far progredire, genera quel regresso che infastidisce e rende dubbiosa per alcuni la sostenibilità dell’uno, piuttosto che dell’altro modus operandi, cosa che poi a cascata produce quella serie di domande cui va risposto volta per volta, persona per persona, servizio che dovrebbe venir offerto (perché lautamente pagato dall’utenza) proprio da coloro che però non hanno tempo perché come spiegato sopra, ‘impegnati nel tesseramento’.

Intelligenti Pauca.