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La Paura E’ La Musica Della Democrazia

Di Mario Ricca

Nel film ‘Viva la libertà’ di Roberto Andò il personaggio interpretato da Toni Servillo proclama che è la paura la musica della democrazia. La cronaca di questi giorni consegna l’ennesimo bollettino d’allerta simulata. Scorte di cherosene esaurite a Brindisi, quantità ridotte a Pescara e Reggio Calabria, limitazioni già annunciate a Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Priorità assoluta ai voli di Stato, a quelli sanitari, al resto si arrangino le compagnie. Il collegamento con lo stretto di Hormuz viene lasciato aleggiare senza mai essere dichiarato, perché la narrazione funziona meglio quando resta implicita.

Aereo Air France

Eppure basta fare due calcoli elementari per smascherare l’inganno. Venti per cento del petrolio e del gas mondiale transitano da lì, ma l’ottanta per cento di quel venti per cento finisce in Cina, India, Indonesia e dintorni. Il quattro per cento scarso che arriva in Europa diventa lo spauracchio perfetto per giustificare rincari alle bollette, benzina al distributore e raccomandazioni da Unione Sovietica Europea: rallentate le auto, dimenticate gli aerei, convertitevi allo smart working, abbandonate le vetture private e salite sui mezzi pubblici, (quando esistono: ndr).

A. T. M.

Le solite amenità che suonano come preparativi per la sopravvivenza, complete di borsa con carte da gioco per ingannare l’attesa della catastrofe. 

Non esiste nessuna penuria energetica, ma soltanto una crisi fabbricata con la stessa perizia con la quale è stata costruita quella del 2020. Il terrorismo psicologico ha raggiunta una raffinatezza collaudata. Spaventa le masse e quelle stesse, piegate in un’ovinità genuflessa, si lasciano bucare per la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta volta senza battere ciglio.

Trenta miseri denari bastano a comprare chi si è venduto al leviatano per continuare a esercitare le degradanti pratiche del vacanzeggio, del turisteggiare, dell’aperitiveggiare e del ristoranteggiare. Pratiche che rivelano una ripugnanza profonda, un bisogno patetico di colmare vuoti esistenziali fuggendo altrove invece d’accettare il silenzio della propria casa. Il low cost ha livellato tutto verso il basso, regalando a chiunque il diritto d’invadere aeroporti, spiagge e città come se il pianeta fosse un luna park accessibile ai mediocri. Voli a quattro soldi per chi non sa neppure dove poggia i piedi, trasformando il viaggio in un diritto coatto.

 Chi detesta viaggiare sa riconoscere la miseria di questa consuetudine. Chi resta a casa, osserva con sottile soddisfazione i vacanzieri bloccati, bagagli dispersi e medicine nel limbo, mentre loro fingono di vivere in luoghi che non capiscono. Il socialismo purtroppo è incompatibile col darwinismo sociale selettivo. Detesto il socialismo di destra e di sinistra nella stessa misura in cui disprezzo il popolo che a esso s’affida.

Gli elettori che hanno difesa la costituzione (volutamente in minuscolo in segno di disprezzo) lo scorso marzo con il No al referendum sono stati gli stessi che durante la pandemia hanno accettata la cancellazione di ogni libertà garantita da quella stessa carta. Ora piangono lacrime amare quando scoprono che i burattinai siedono sopra i poteri sovranazionali, ma il pianto arriva tardi. 

La paura resta lo strumento supremo. Induce a credere che misure eccezionali servano al bene comune, misure che in tempi normali farebbero scendere in piazza milioni di cittadini pronti a rovesciare qualsiasi governo. Invece s’accettano raccomandazioni umilianti, si preparano scorte di pellet e legna per l’inverno, si finge indignazione per i costi della vita mentre i soldi per le gite e le vacanze low cost magicamente compaiono.

Allora che ben vengano impedimenti, o in loro assenza i disagi. Che restino bloccati o che imparino a non partire. Il mondo non è un parco giochi per chi cerca senso altrove. La democrazia suona la sua musica più fedele quando la paura diventa la colonna sonora accettata da tutti. Chi ha pagato di persona per non piegarsi al ricatto pandemico sa che il prezzo della coerenza è sempre più alto del costo di trenta miserabili denari.