Di Vittorio Venditti
Storia: Maestra Di Vita?
Ricorre oggi l’ennesimo anniversario della morte di un tizio cui poi è stata dedicata anche una poesia. Il figlio di francesi (perché i corsi schifano persino il pensiero di venir considerati italiani, in quanto nel sedicesimo secolo l’Italia non esisteva… quasi come oggi) che che se ne dica ha tracciato il suo solco nella storia dei tempi mediante guerre, razzie ed impoverimento strutturale dei luoghi ‘visitati’ dai suoi eserciti, avendo però intatta almeno la personale coerenza d’azione.
Oggi il progresso la fa da padrone e seppur colpito più o meno fisicamente, ricco già da far schifo, ma eternamente famelico di sostanze altrui, il figlio di tedeschi (qui è difficile persino che lui possa pensare di rifuggire a cotanto titolo, visto che tolti i nativi quasi sterminati dai recenti possessori di quel continente e i figli degli schiavi che sicuramente avrebbero preferito restare a casa propria, i ‘nuovi’ americani sono lo scarto di coloro che hanno dovuto lasciare il resto del mondo perché lì non hanno attecchito ed il soggetto dell’ultima immagine è purtroppo venuto al mondo da stirpe germanica) che si crede simile al primo, vuole strafare, fregandosene della parola (data/non data) e considerando valido il suo agire momento per momento, sulla base delle risultanze digestive inerenti ciò che mangia o più verosimilmente beve, comunque assume.
I soggetti presi in esame da questo breve scritto vengono considerati dal dire comune entrambi pazzi e se per il primo la storia ha insegnata la sua fine, l’attuale è probabilmente in fase di studio per raggiungere il medesimo risultato.
A Quando La Nuova ‘Restaurazione’?