Di Mario Ricca
Per La Serie: ‘Quanno Ce Vò Ce Vò’!
Non sono il tipo che si scandalizza facilmente, l’indignazione di riflesso la lascio a chi ha bisogno di sentirsi vivo attraverso la morale da supermercato. L’empatia, quella vera, per me è uno strumento, non un riflesso automatico. Sì, sono anche convinto che sporcarsi le mani, quando serve, sia un’opzione, purché si abbiano il fegato e la dignità di pagarne il prezzo.
Ma c’è un confine, netto, non negoziabile e quel confine passa da lì: bambini, famiglia, genitori. Quando leggo di una novantenne umiliata, percossa, ridotta a bersaglio da chi dovrebbe proteggerla, non provo rabbia, ma di peggio: Disgusto puro, quello che ti fa venire voglia di prendere le distanze dalla specie intera.
55 anni, Campobasso. Stessa anagrafica, stessa città; potrei incrociarti per strada senza saperlo, potrei averti anche già visto ed è questo il punto più nauseante: la normalità apparente che nasconde il marciume. Non mi interessa capire, contestualizzare, analizzare le dinamiche familiari. Non esistono attenuanti per chi supera quel limite: zero.
Posso dirti una cosa sola, semplice, lineare, chirurgica: Sei una merda e mi auguro che la vita ti restituisca ogni singolo frammento di quello che hai fatto senza sconti, scorciatoie, pietà perché oltre quel limite non c’è più nulla da discutere: c’è solo da prendere atto che esistono esseri ‘umani’ meritevoli esclusivamente del conto e che prima o poi quel conto arrivi.