Di Vittorio Venditti
Giornalisti Accusati Di Procurato Allarme Da ASReM Mal In Arnese: Chi Ha Ragione?
E’ difficile tacere quando ci si trova a dover combattere con la burocrazia e se si può, va data voce a ciò che si spera sia stato rettificato anche per il bene dei quattro lettori della presente testata che non allineandosi alla massa, si può permettere tali azzardi.
E’ l’incipit di quanto proposto lo scorso diciassette aprile, argomentazione che oggi continua perché nel frattempo qualcosa è accaduta presso gli uffici ASReM ai quali il giorno prima del precedente racconto l’utente s’è rivolto per ottenere ciò che era stato indebitamente percepito da un’azienda che sarà pur vero che da vari lustri è in pauroso passivo, ma cui non è concessa alcuna autorizzazione che le permetta di rimpinguare il proprio bilancio mediante programmati ‘errori’ non corretti.
La cosa più sconcertante sta nel fatto che quanto presente ha una similitudine con gli accadimenti conclusi lo scorso otto aprile, ma del duemilaquattordici con un bel finale contornato da obbrobri mai risolti ed almeno una situazione che s’è ripetuta in questo caso pari pari: la gestione del ticket perpetuo anche in quel caso non funzionante.
Tornando al presente. Martedì dodici maggio ultimo scorso, l’utente, dopo aver atteso più d’un mese dal momento nel quale aveva ‘elargiti’ forzosamente i centocinquanta euro che attende di riavere, provvede a telefonare a quella direzione generale che se nel duemilaquattordici è stata trasparente, non s’è comportata allo stesso modo il passato giovedì sedici aprile.
Ottenuta risposta dalla segreteria giustappunto della direzione generale con la voce di una persona squisitamente educata e sembrerebbe anche scandalizzata dal racconto sommario degli eventi, l’utente riceve il perentorio invito di girare la PEC già precedentemente trasmessa all’ente sanitario regionale, inviando tutto ad una casella ordinaria che però caricata del messaggio lo restituisce ‘non recapitabile’, ragion per la quale l’unica soluzione è tornare all’indirizzo di posta elettronica certificata principale dell’ASReM con il porre la nuova missiva alla cortese attenzione della direzione generale. Messaggio inviato, a breve protocollato e già il giorno successivo risposto con una comunicazione comprendente l’intera pratica con la relativa fattura da stornare, più una nuova autorizzazione al rimborso firmata da altra persona preposta. Tutto dovrebbe risolversi?
Ieri, nel primo pomeriggio, ecco che al telefono dell’utente arriva una chiamata da un numero che però non fa parte del centralino popolarmente conosciuto come quello ‘dell’ospedale’, connessione telefonica fissa localizzata però dalle conoscenze in tema di telefonia che l’utente può sfoggiare, come proveniente dalla sede di via Petrella. Si presenta un’operatrice che dopo i convenevoli di rito, riferendosi alla pratica chiede: “Sì, ma ora cosa dobbiamo fare?”, al che l’utente, con calma calcolata, risponde “mi dovete restituire soltanto i soldi e la questione è conclusa!”, cosa che evidentemente mette in difficoltà la persona corrispondente, situazione che avvia una sia pur breve discussione che comunque non rimuove chi ha diritto di restituzione dai suoi propositi.
Per inciso: si torna a ricordare quanto accaduto dodici anni fa e tra gli scandali leggibili in quanto rimesso in ogni senso, ma soprattutto in link, affiora una situazione grottesca che riguarda l’ufficio ‘protesi’ dell’ASReM che va raggiunto passando per un corridoio che ad un certo punto presentava cinque gradini da salire e dopo un paio di metri altri cinque scalini da scendere. Nei collegamenti ipertestuali più volte richiamati è espressa la riflessione secondo la quale si sarebbe potuto spianare il tutto a vantaggio di chi deve raggiungere quella postazione con la carrozzina. La persona corrispondente ha testualmente dichiarato: “Sì c’è stata una modifica: ora c’è una rampa, ma questa copre solo cinque gradini. Dall’altra parte sono rimasti gli scalini come dodici anni fa” e qui l’utente lascia ogni considerazione in tema all’intelligenza dei quattro lettori di questo tedio.
Il discorso s’è poi chiuso con altri convenevoli che vengono per ora omessi, in attesa di concludere (si spera) l’increscioso disguido con l’ottenimento del mal tolto.
Diversamente E’ Pronta La Soluzione Sgradita A Chi Commette Errori Pensando Di Farla Franca.