Di Michele Santulli
Il parlamento europeo: è di alcuni giorni addietro la notizia che il Parlamento Europeo ha votato quasi all’unanimità (contrari i 5S) una cifra colossale di miliardi, tolta ai cittadini europei, a favore dell’Ucraina per la sua guerra e distruzione e non solo! Niente diplomazia, solo soldi, per distruggere e ammazzare, per poi ricostruire!!
Deve erompere e perfino zampillare un fluido venefico molto efficace da parte della Commissione Europea e da parte dei 27 capi degli stati membri, tra cui l’Italia, per riuscire a condizionare con tali risultati tutti questi personaggi del Parlamento Europeo che, accecati dal loro generale odio verso la Russia, hanno colpevolmente azzerati tutti i principi costitutivi e fondativi dell’Unione Europea e non solamente, a favore degli armamenti, oggi.
La parola di Papa Francesco, come pure le esortazioni ripetute e ribadite di Papa Leone, i Vicari di Cristo in terra, valgono meno di zero per i guerrafondai: eppure è stata secolare pratica della Chiesa di severamente punire l’indifferenza alle sue parole, cioè blasfemia e empietà: è vero oggi forca e roghi e lapidazioni per il Cristianesimo, ma non per altre confessioni, sono pagine cancellate, ma non la scomunica e la pubblica rampogna. Ripudiare le sante parole del Papa è pari ad abiura vera e propria, non è il solito transfughismo politico da un’ideologia ad un ‘altra, è colpa grave: un peccato! Una trasgressione voluta e consapevole alla Legge di Dio, come scritta nella Bibbia: mi è perciò arduo a comprendere i motivi della assenza della pur contemplata espiazione. In aggiunta come può l’Europa, se cristiana come si professa, fare l’apologia della guerra e delle armi e dell’ostilità? Che qualità di parlamentari e di parlamentarie al servizio degli Europei è mai questa?
E’ troppo umiliante ricordare quant’è scritto nei Trattati di Roma sui doveri e obblighi dell’Europa Comunitaria, di pace e fratellanza verso tutto il mondo, ora perfino criminalmente abrogati, a favore della guerra di Biden e della NATO e di Zelenskiy e di Trump e Co. dei quali l‘Europa delle Ursule e degli Ursuli è serva felice. E’ vero, è perfino troppo facile, addirittura arricchente e profittevole fare la guerra, arduo e intelligente favorire invece il colloquio e la pace e il benessere comune, realtà che bellicisti e capitalisti ripudiano anzi combattono strenuamente.
Il da poco defunto presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha scritto: “…oggi abbiamo bisogno d’Europa, di un’Europa che sia e diventi uno strumento di pace”. “La pace è amicizia tra i popoli, è cooperazione tra gli Stati, condivisione di sovranità con gli organismi internazionali”. Tutto saltato in aria, grazie alle ursule e ursuli, pedagoghi della guerra e della morte, servi della NATO e di Trump, “…dalle armi che sparano, dalle bombe che esplodono, dal riarmo sul nucleare….”.
La nona Sinfonia di Beethoven alla fine contiene la corale dell’Inno alla gioia di Schiller: è la glorificazione del regno della fraternità umana e della vittoria dell’uomo sull’oppressione e sulla tirannide politica, l’inno alla sua libertà: alle Menschen werden Brueder…seid umschlungen, Millionen! fraternizzino tutti gli uomini ….abbracciatevi anzi avvinghiatevi, a milioni!
La sinfonia è stata dichiarata Inno dell’Europa nel 1972 e nel 2001 dall’UNESCO musica e parole dichiarate memoria del mondo e già nel 1964 San Benedetto, il Messaggero dell’istruzione, della devozione e del lavoro, dichiarato Patrono dell’Europa: ora, labora et lege! E’ perciò una atroce beffa del destino che l’Europa sia capitata in mano di bombaroli quali Scholz, Macron e Merz e di bombarole quali Ursula e le Ursule sue colleghe del Parlamento europeo & Co. “Una bolla d’inconsapevoli!”.
Sono terrorizzato al pensiero della quantità di droni e missili che solcano il cielo: è inevitabile che qualcuno prima o poi venga a esplodere in Italia e da noi i danni possono essere solo ed esclusivamente micidiali: i nostri governanti così sodali e così generosi coi soldi dei cittadini che distribuiscono, si rendono veramente conto dei pericoli cui vanno incontro?
LENIN, maestro come nessun altro di rivoluzioni e di guerre, scrisse: “Nessuno…..uscirà vincitore dalla guerra. La guerra non è un gioco, la guerra è una cosa mostruosa che costa milioni di vite umane e a cui non è facile mettere fine!” (cit. in H.Carrère d’Encausse, Lenin).
I cosiddetti parlamentari europei come hanno osato, come hanno potuto calpestare, quasi all’unanimità, impuniti, questi bastioni e queste barriere dell’amore e della fratellanza, a favore della guerra?
Il lettore che ha curiosità e interesse, vada alla famosa lettera di Thomas Mann in risposta a quella del decano della Univ. di Bonn del 1936 (tempo di nazisti) che gli revocava la laurea honoris causa già concessa e successivamente anche la revoca della cittadinanza. Al posto di Germania e analoghi, immaginare Europa: è la medesima situazione di oggi.
Küsnacht am Zürichsee, Capodanno 1937.