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Spike Devils, Primo Innesto: Arriva Garnica

Di Vincenzo Ciccone

Il regista alza l’asticella: «Qui per provare ad ottenere il meglio»

Spike Devils Campobasso

Un primo passo verso la nuova stagione. Un innesto di spessore perché legato a chi sarà il ‘genio guastatore’ del gruppo affidato al tecnico Giuseppe Bua. Per la propria terza stagione nella Serie A3 gli Spike Devils Campobasso pescano una vera garanzia in cabina di regia. In rossoblù, infatti, arriva il palleggiatore argentino, ma italiano di formazione, Fernando Gabriel Garnica. Alla sua prima stagione in A3 e con alle spalle anche un torneo di A1 (2003/04) a Gioia del Colle ed uno di Superlega (2017/18) con Castellana Grotte, ma soprattutto quattordici tornei di A2 (tra Avellino, Ravenna, Reggio Emilia, Santa Croce sull’Arno, Castellana Grotte, Bergamo, Porto Viro e nelle ultime due stagioni Aversa).

Fernando Garnica

Reduce da una semifinale playoff proprio con i normanni, ora l’alzatore sudamericano – già visto in Molise al PalaFraraccio come avversario della Fenice Isernia quando si disimpegnava con la matricola Avellino – è pronto a dare il massimo per la causa del team rossoblù del presidente Marco Pulitano e tra l’altro, in barba a qualsiasi scaramanzia, lo lascia intendere già dalle sue prime dichiarazioni.

«Mi proietto sull’avventura a Campobasso con l’intento di provare a vincere quante più gare possibili. L’obiettivo è di raggiungere un traguardo importante, far un bel lavoro tutti assieme e chissà se alla fine potremo festeggiare un approdo in lidi superiori».

Elemento dal gioco particolarmente rapido, in virtù di un percorso ampio, Garnica lascia intendere come per lui la mediazione sia fondamentale.

«Ho determinate caratteristiche è vero, ma il mio gioco s’adegua sempre ai compagni che ho intorno. Non ho mai imposte le mie idee. Senz’altro mi piace variare il più possibile le situazioni, ma verificheremo con il tecnico ed i compagni quella che poi sarà la linea d’azione più efficace».

Proiettandosi sul torneo poi, per Garnica «il raggruppamento centromeridionale sarà livellato verso l’alto e senza dubbio con valori più rilevanti rispetto a quello centrosettentrionale, a maggior ragione dopo il ripescaggio in A2 di Belluno. Sarà un percorso intricato per la formazione dei diversi gruppi con organici d’assoluto spessore e con tanti team attrezzati per il salto di categoria. Occorrerà essere attenti ed avere anche, perché no, la capacità di soffrire assieme. Con certezza ci attende una bella battaglia da combattere».

A livello d’identikit complessivo del gruppo, l’auspicio per il regista è di poter contare «su una squadra che lavora sodo e abbia spirito d’adattamento, trovando la sua piena identità. In generale, per le nostre caratteristiche, senz’altro saremo un team che aggredisce, complice anche una linea di battuta non da poco e con un cambio palla efficace, ma son certo che man mano costruiremo il nostro volto e l’effettiva identità. Determinante sarà sia nei momenti di picco che in quelli di difficoltà adattarsi al meglio alle situazioni, l’unica dote necessaria per affrontare con concretezza ciascun impegno. Testa e lucidità, del resto, sono fattori imprescindibili».

Situazioni che fanno anche il paio con le capacità di un palleggiatore talentuoso che tra le sue mani ha una dote unica nell’accorciare la rete (col gioco a schema), ma anche una grande efficienza nell’allungarla, come richiede l’attuale volley del rally point system.

«Sta al regista capire come, a seconda delle singole partite, lavorare sui diversi punti rete. Si parla tanto del mio gioco ‘veloce’ è vero, ma personalmente verifico sempre quello che può essere più utile per la causa perché lo studio sull’avversario, ma anche su me stesso, è determinante per dare il massimo e riuscire ad avere la giusta lucidità nel trovare la soluzione ideale nel contesto più opportuno».