Di Vittorio Venditti
Livelli Moli, Ma Quanto Realmente Sani?
Giunge all’epilogo una squallida storia di discriminazione con goffo tentativo di giustificazione e ‘grazia ricevuta’, messa in Rete da una che si dice appartenente all’Ordine dei giornalisti (del Molise) soggetta che gestisce la comunicazione come descritto lo scorso venti novembre e siccome non si trovava la strada per appianare ciò che di primo acchito sembra una stupidità, ribadito esattamente sei mesi dopo, articoli che identici, riassumono la situazione.
Dunque, lo scorso undici giugno è stata discussa la questione ed emessa la sentenza (pubblicata il successivo tre luglio) che ha ricalcato quanto in fondo sarebbe stata anche la richiesta di chi ha patito il danno con la civile conclusione che però avrebbe dovuto imporre a chi è stata graziata almeno di chiedere scusa alle persone offese mediante lo stesso social, (in certi casi va tenuto in considerazione anche il livello culturale di chi agisce e non si può domandare ad una pietra di tramutarsi in oro perché chi pensa in tal senso è ancora peggiore di chi fa da bersaglio), ma la faccenda non può ritenersi conclusa se si guarda quanto accaduto dal punto di vista risolutivo per il futuro e la comunicazione che gli operatori dell’informazione propongono come loro insostituibile opera, ragione che costringe a turnare sull’argomento, atteso che proprio l’attuale gestione dell’Ordine dei giornalisti del Molise abbia sposata la causa della riduzione delle differenze tra appartenenti alla ‘razza umana’ (per dirla con Primo Levi) ed in taluni casi sia riuscita nell’intento. Non si genera tal reazione per protagonismo, ma in quanto si vorrebbe contribuire a creare una cultura di maggior rispetto per chi ha avuta la sola colpa di nascere con qualche difetto o di doverne patire per ‘merito’ di delinquenti che ritenendosi perfetti, poi vengono anche aiutati nelle loro azioni da chi dice di proteggere tutti i cittadini, senza esclusione di chi che sia.
Andando avanti nel discorso e compreso che alla base della sentenza medesima ci sono ulteriori volontà politiche che per il momento verranno tralasciate nelle considerazioni finali del presente articolo, si può dire che a proposito di chi nella commissione ha determinata la mancata unanimità nella condanna, la casualità che tal giudice porti il medesimo nome e cognome di uno stretto familiare del rivoluzionario appena raffigurato, politico (quello visibile) che almeno ha avuto il coraggio delle sue azioni rimettendoci in prima persona, contrariamente a chi non ha acquisiti neppure gli onori storici, stante persino la mancanza di un ritratto segnaletico riposto negli uffici di polizia dell’epoca, quella coincidenza la dice lunga sul reale valore di quanto messo a verbale da chi ha espressa palese legittima contrarietà rispetto ad una maggioranza che se va ringraziata per aver recepita la doglianza, ciò va ridotto al novanta per cento perché alla consegna del dispositivo decisionale quei componenti non hanno tenuto conto delle ragioni, come detto già sopra, allo sfondo dell’argomento. Quanto ricevuto via posta elettronica certificata infatti, risulta inaccessibile ai lettori di schermo usati dai ciechi e la lamentazione del problema è partita proprio da chi non vede anche se in rappresentanza dei deficitari d’ogni ordine e grado. Ovviamente chi ha dovuta patire la deportazione nelle ‘classi speciali’ perché poteva ‘esser cagione di ritardi nell’apprendimento dei compagni normodotati’ tra gli altri provvedimenti utili alla propria vita e ad evitare il disturbo di quella altrui, ha dovuto imparare a ridurre al minimo possibile i tempi d’azione utili a gestire il personale modus vivendi, per cui nel caso specifico, volendo leggere in autonomia quanto ricevuto, ha avuta la necessità d’applicare il riconoscimento del testo, raggiungendo tal obiettivo mediante la trasmissione ad uno degli innumerevoli siti di servizio gratuito in tema e scaricandone la conversione richiesta, il tutto consumando il ragguardevole tempo di un minuto della propria vita per ottenere quanto cliccabile e consultabile qui anche da chi patisce la parziale o totale privazione della vista o solo da chi vorrà e potrà confrontare le due versioni del documento e dedurne la difficilmente confutabile identicità, base risolutiva per chi ha ricevuta tal forma di ‘giustizia’ per sé ed i suoi colleghi di sventura, rispetto a ciò che per altri non è un loro problema. Se poi si vuol far spazio anche alla burocrazia, lo sforzo di permettere di fruire di quanto scritto a tutti, in maniera indistinta e rispettosa della forma, ma soprattutto della Costituzione Della Repubblica Italiana, lo si sarebbe potuto e lo si potrà mettere in pratica trasmettendo sì, la versione ufficiale, accompagnata però dal testo della stessa e tal fatica avrebbe chiuso il disguido sul nascere e sarà valida a seguire per evitare di complicare la vita a chi già deve risolvere i problemi generati gratuitamente da chi questi non li ha ed in sporadici squallidi frangenti fa pesare tal superficialità a coloro che ob torto collo comunque poi se ne difendono.
In questi giorni il fatto non è rimasto sotto silenzio e le reazioni di plauso si sono riproposte unitamente a quelle di sdegno. Ce ne sono state due proferite da colleghi stimati che meritano di venir richiamate e rese pubbliche: a quella positiva, “La lezione è stata impartita e tu ne sei uscito, insieme al tuo giornale, rinforzato e a testa alta. Per la (omissis) una figuraccia.”, se ne contrappone una negativa, “È finita a tarallucci e vino, come volevasi dimostrare. Nessun provvedimento disciplinare e una pacca sulla spalla. È assurdo! Non ho altre parole. I fatti si commentano da soli.”, con per concludere un’attesa sulla presentazione di quanto si sta leggendo, “Non vedo l’ora amico mio 💪”.
La democrazia è anche questo e perciò va ripreso l’appiglio che ha permessa la mancanza d’unanimità che ha determinata la sentenza riportata: “Hitler Non Avrebbe Saputo Far Di Peggio”, sottotitolo al primo articolo ed incipit al secondo, parole proposte da chi ha collaborato nella denuncia di tal ignominia, termini che non solo per l’avvenuta pubblicazione, ma per sincera convinzione, chi ha proposto il tema acquisisce e fa orgogliosamente suoi anche in considerazione delle vicissitudini patite da milioni di persone (tra le quali molti deficitari, fanaticamente disprezzati e consegnati dai normodotati che evidentemente tanto non lo furono, almeno a livello cerebrale) per effetto dell’amplificazione dell’ignoranza parzialmente condonata oggi, sentimento che fu talmente rigoglioso da invertire i ruoli di vittime e carnefici per cui tra gli altri ne pagò le spese chi ebbe il coraggio di mettere in salvo molti ebrei e dai ‘fratelli’ superstiti allo sterminio di questi fu poi ucciso per aver avuto l’ardire di tentar di placare l’odio degli scampati all’olocausto nei confronti dei palestinesi, (abitanti di quella terra dalla quale i primi andarono via per diaspora) con strascichi ancora oggi tra le ‘normali’ notizie presenti nel mondo occidentale.
In conclusione, se da un lato non resta che applicare il biblico ‘occhio per occhio, dente per dente’ ed augurare a scopo ‘educativo’ una sana, ma esiziale disgrazia fisica ai diretti ed amati familiari o più precisamente a chi, non volendo capire mediante la teoria avrà la costrizione d’adeguarsi dopo aver patito per effetto della pratica e solo così potrebbe cambiar metro di giudizio nei confronti di coloro che da quella sono considerati d’intralcio, (voci provenienti da Radio ‘Maligna’ insistono sulla precisione cecchina di tali pronostici griffati ‘gambatesanews’), dall’altro si chiede all’Ordine almeno di continuare a portare avanti la campagna d’eliminazione delle barriere architettoniche, volontà davvero encomiabile avviata in una regione inesistente, ma gretta come il Molise che la cultura dell’uguaglianza tra gli uomini la conosce soltanto in caso di coinvolgimento diretto con perdita di pseudo-virtù, peculiarità spesso solo sognate, comunque sventolate come millanteria insegna, operando, l’Ordine dei giornalisti, laddove possibile in modalità gratuita, ma seriamente proficua, ad esempio con l’applicazione di sistemi simili a quanto messo in pratica direttamente da chi non ha ricevuta giustizia (per la mancanza di quella richiesta di scuse da parte di colei che in quel particolare momento d’incontinenza, l’ha comunque inequivocabilmente fatta fuori dal vaso), ma si spera almeno abbia contribuito nel suo piccolo a dare un calcio a quell’indifferenza che spesso è il vero ‘dolores’ imposto da una vita che nonostante tutto è e resta bella.
Per Quella? Non Succede, Ma Se Succede…
Nel Frattempo Noi “handicappati” Teniamo Duro, Lottiamo E Andiamo Avanti A Testa Alta.