Di Vittorio Venditti
Assenza Di Morti? Per Miracolo!
Quel giorno era un caldo sabato di metà luglio, temperatura ed afa non molto diverse dalle attuali nonostante i proclami dei soloni del tema. La memoria d’un bambino di dieci anni racconta che mentre i coetanei (allora erano parecchi tra emigranti di ritorno e stanziali) giocavano sotto i supportici del centro storico di Gambatesa, il suo esser scansato perché ‘handicappato’ e praticamente sconosciuto da chi oggi s’ostina persino a chiedergli d’andare a festeggiare il prossimo dieci agosto con gli altri attuali sessantenni, (invito chiaramente ed ovviamente declinato perché il soggetto sarà pure scemo ai sensi e per effetto di tali pregiudizi, ma non lo è ancora fino al punto calcolato dai ‘savi’), quell’esser scansato costringeva il bambino che viveva nel suo mondo a passare le cosiddette ‘vacanze estive’ lontano da Roma con l’unica vera compagna del periodo e poi rimasta nella vita: la radio.
Quel giorno era il dieci luglio, ma del millenovecentosettantasei e le informazioni ufficiali erano ‘normali’ perché La notizia sarebbe apparsa sui giornali soltanto dopo una settimana. Poco dopo mezzogiorno di quel dieci luglio, a seveso avveniva uno dei più gravi incidenti chimici accaduti in Italia, almeno secondo quanto viene dato in pasto alla pubblica opinione. La certezza della dispersione di TCDD verificatasi negli stabilimenti ICMESA veniva confermata il 14 luglio da analisi effettuate dalla casa madre Givaudan presso i suoi laboratori a Dübendorf, ma le autorità italiane non venivano informate, (ovvio per quello che contavano i gestori del ‘bel paese’ ed il riferimento non è al nome del formaggio nostrano di moda in quel periodo), omertosa soluzione già sperimentata nei lager nazisti trentacinque anni prima o giù di lì, stando alle informazioni divulgate dopo la disfatta tedesca dalle organizzazioni vincitrici, prima tra tutte quella ebraica, notizie che ad avviso di tanti erano già più che chiare a chi non fece niente per contrastarne i nefasti e vergognosi effetti. Il 19 luglio Givaudan ammetteva la presenza di diossina nella nube tossica e il 21 luglio il fatto veniva confermato dal Laboratorio provinciale di igiene e profilassi del luogo del disastro che preferiva attenersi a quanto comunicato. Diversamente si sarebbero generati ‘problemi’ tra politici ad alti livelli che avrebbero potuto riscontrare ‘ostilità’ da parte di una nazione già complice di altre ‘somministrazioni’ di gas a chi ebbe la sola sfortuna di non essere in grazia della politica del tempo, ma che poi avrebbe attivata un’indiscriminata rivendicazione tutt’oggi in atto: si sfida chiunque a confutare tal teoria.
Non ci sono stati morti mezzo secolo fa per puro miracolo, almeno secondo le fonti ufficiali e ciò va preso col beneficio d’inventario perché va ricordato che si sta parlando pur sempre dell’operato delle autorità politico-sanitarie di uno ‘stato’ che conta quanto il due di spade quand’è briscola denari come l’Italia, ma da allora la chimica ha continuato a fare il bello ed il cattivo tempo come se niente fosse, a differenza di ciò che tocca al nucleare, chimica giustappunto, ma d’altro livello che ancora non riesce ad uscire da quel purgatorio che ‘fa male agli italiani’ se attuato in casa, ma foraggia proficuamente i vicini che vendono ai primi la corrente prodotta presso centrali non troppo distanti dai confini patrii.
A Quando La Liberazione Da Questi Lacci Forestieri In Nome Dell’Italica Crescita?