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Michele Santelia Dona Al CONI Lo ‘Statuto Del CONI Backwards’

Comunicato Dell’Organizzazione

Un’opera simbolo di pace, sport e valori universali

Il campobassano Michele Santelia, detentore di 21 Guinness World Records, torna a far parlare di sé con una nuova e significativa impresa artistica e culturale. Celebre in tutto il mondo per aver ritrascritte integralmente al contrario, digitando contemporaneamente su quattro tastiere bianche di computer senza mai osservare il videoterminale, ben 85 monumentali volumi appartenenti a lingue moderne, antiche e arcaiche – tra cui geroglifico egizio, cuneiforme, etrusco e lingua maya – Santelia ha trasformato negli anni la scrittura speculare in una forma di riflessione civile e d’impegno etico. Il suo straordinario percorso è stato riconosciuto anche dalle istituzioni della Repubblica Italiana: il Presidente della Repubblica lo ha infatti insignito dapprima dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana e successivamente di quella di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, a testimonianza dell’alto valore culturale e simbolico della sua attività.

Un momento dell’evento

Per Santelia, scrivere al contrario non rappresenta soltanto una straordinaria abilità tecnica, ma costituisce soprattutto una provocazione culturale: un modo per contestare, attraverso il paradosso della scrittura speculare, un mondo che sembra procedere sempre più “alla rovescia”. In questo spirito nasce la sua più recente Opera, ‘Statuto del CONI Backwards’, ovvero lo ‘Statuto del CONI al Contrario’, donata ufficialmente il 10 luglio scorso al Presidente del CONI Luciano Buonfiglio e simbolicamente dedicata all’intera famiglia dello sport italiano: alla dirigenza, ai dipendenti e a tutti gli atleti che quotidianamente rappresentano i valori dello sport.

Un momento dell’evento

La scelta dello Statuto del CONI non è casuale. Per l’autore esso rappresenta il documento che racchiude i principi fondanti dello sport italiano e proprio per questo, la sua ritrascrizione al contrario assume il significato di una protesta silenziosa, ma profondamente incisiva contro le contraddizioni del nostro tempo.

«Viviamo in un mondo che sembra procedere alla rovescia – afferma Santelia -. Un mondo devastato dalle guerre, nel quale a pagare il prezzo più alto sono sempre gli innocenti; segnato dai femminicidi e dalla violenza contro le donne; che respinge i migranti anziché accoglierli; che continua a tollerare gli abusi sui minori; che avvelena la Terra compromettendo il futuro delle nuove generazioni; che troppo spesso rende invisibili le persone con disabilità».

Un momento dell’evento

Attraverso quest’Opera, Santelia affida allo sport e alle istituzioni che lo rappresentano un messaggio universale: tornare ad essere scuola di pace, disciplina, rispetto, lealtà, inclusione e solidarietà; recuperare la propria funzione educativa quale antidoto alla violenza, al doping, alle dipendenze e alle degenerazioni dell’agonismo esasperato.

Il significato più profondo dello ‘Statuto del CONI Backwards’ tuttavia, affonda le proprie radici nella storia stessa delle Olimpiadi. L’autore richiama idealmente i Giochi dell’antica Olimpia, quando le poleis greche, pur dilaniate da guerre continue e sanguinose, deponevano le armi durante lo svolgimento delle competizioni olimpiche. Lo sport diventava così tregua sacra, sospensione della violenza, riconciliazione tra popoli nemici e simbolo di fratellanza universale: durante i Giochi non veniva versata una sola goccia di sangue. È proprio a quell’antico ideale che Santelia guarda nel consegnare la propria Opera al CONI. Un invito affinché lo sport continui a essere uno dei più potenti strumenti di dialogo, d’educazione e di costruzione della pace.

Un momento dell’evento

Ma il viaggio dello Statuto ‘backwards non si fermerà alla cerimonia di consegna. Come promesso dallo stesso Buonfiglio, l’imponente volume realizzato da Santelia troverà spazio in una teca dedicata all’interno del prestigioso Salone d’Onore del Coni, nello storico palazzo del Foro Italico. Una collocazione permanente che rappresenta un ulteriore e significativo riconoscimento per lo scrittore molisano e per un’opera destinata ad essere ammirata da rappresentanti delle istituzioni, dirigenti e protagonisti dello sport italiano.

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L’autore conclude con un forte richiamo alle proprie radici molisane: «Come gli antichi atleti di Olimpia provenivano da piccole poleis capaci di trasmettere valori universali, così anche questo lavoro nasce da una regione apparentemente piccola, ma immensa nello spirito. Dal Molise che in una mia precedente Opera di 121 chilogrammi definii ‘la gemma più preziosa incastonata nello scrigno Italia’, traggo ogni giorno il senso della disciplina, dell’umiltà e dell’umanità che anima tutte le mie ritrascrizioni. Sono gli stessi valori che ho voluto imprimere nello ‘Statuto del CONI Backwards’, dedicandolo allo Sport, alla Pace Universale e idealmente alla Pace Cosmica».