Di Riccardo Terriaca
Buona la prima!
Organizzata da Confcooperative Molise, insieme al Comune di San Martino in Pensilis e in collaborazione con Coldiretti Molise e Città del Vino, lo scorso 9 agosto s’è svolta, a San Martino in Pensilis, l’Agorà sul vino molisano, un momento di confronto tra gli operatori del settore sulle difficoltà e sulle prospettive del comparto vitivinicolo.
L’incontro è stato introdotto dal sindaco di San Martino in Pensilis Gianni Di Matteo che anche in virtù del suo ruolo di presidente della più grande cantina molisana, ha descritta la difficile situazione in cui versa il settore, letteralmente circondato da problemi. Da un lato quelli produttivi, legati prevalentemente ai cambiamenti climatici; dall’altro quelli di mercato, con il mutamento delle abitudini dei consumatori, i dazi e le guerre che incombono e che danno sempre più la misura delle difficoltà incontrate quotidianamente dagli operatori, dalla vigna alla cantina.
Molti gli interventi che si sono succeduti, (moderati da chi scrive, presidente di Confcooperative Molise) contributi che hanno delineato un quadro articolato e messa in luce, tra l’altro, l’esigenza di risposte collettive (Enzo Glave, presidente del Distretto del Vino molisano), di una visione politica di più ampio respiro (Angelo Radica, presidente di Città del Vino) e di un aggiornamento del disciplinare della Tintilia (Adamo Spagnoletti, Coldiretti Molise).
Nel successivo dibattito sono emersi punti di condivisione e posizioni divergenti, tutti però animati da uno spirito costruttivo e scevro da polemiche. Dall’instancabile Adamantonio Flocco che s’è fatto carico di rappresentare la fatica e la sofferenza dei vignaioli, sempre più in difficoltà nel chiudere i propri bilanci, all’autocritica di Pasquale Salvatore sull’incapacità del settore d’organizzare una comunicazione alternativa alla crescente demonizzazione del vino, fino all’accorato appello di Sara Catabbo sulla necessità di mantenere alto e distintivo il valore delle nostre eccellenze, Tintilia in primis.
Le conclusioni sono state affidate a Giorgio Mercuri (vicepresidente nazionale di Confcooperative) che anche grazie alla sua più che decennale esperienza alla guida nazionale di Fedagri Pesca ha colta la vivacità del comparto molisano e soprattutto la sua volontà di governare i cambiamenti e non subirli.
Da qui la proposta che può rappresentare il naturale seguito dell’Agorà: convocare gli Stati Generali del Vino Molisano, mettendo attorno allo stesso tavolo produttori, organizzazioni, istituzioni e tutti gli attori della filiera per individuare priorità e risposte condivise.
Il cammino è stato avviato. La direzione è tracciata. Ora c’è da lavorare.
Ma se il buongiorno si vede dal mattino, allora la speranza di un futuro migliore non è più un’utopia, ma un obiettivo.