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MAGNOLIA: ROBERTO VACCHER CURERÀ LA PREPARAZIONE DEL TEAM

Di Vincenzo Ciccone

Arriva da due ultime stagioni tra Udine e Vicenza

Magnolia Campobasso

Aria trevigiana, una realtà storicamente votata alla palla a spicchi, nello staff tecnico in casa Magnolia Campobasso. A curare la condizione fisico-atletica dei #fioridacciaio arriva Roberto Vaccher che nelle ultime due stagioni ha svolto lo stesso ruolo in A2 femminile ad Udine e Vicenza e in Molise sarà alla sua prima esperienza lontana dal Triveneto.

Roberto Vaccher

INCROCI DEL DESTINO In particolare, in Friuli, c’è stata la condivisione della stagione in un gruppo tecnico in cui come assistant coach figurava Juan Pernias Escrig, attuale vice in casa rossoblù.

«Quando s’è sviluppata la trattativa – spiega il diretto interessato – ho avuto modo di parlare con lui che mi ha ragguagliato sulla realtà societaria e cestistica a Campobasso, facendomi un quadro a tutto tondo e di fatto permettendo il mio ambientamento per certi versi prima ancora dell’arrivo».

TRA MASCHILE E FEMMINILE Tante le tappe nel percorso di Vaccher che studente universitario, ha iniziato da istruttore del settore minibasket nelle giovanili dell’Olimpia Verona. Poi, nella sua Treviso, sette stagioni da coach all’interno del vivaio, la prima quando la prima squadra era in A2 con Stefano Pillastrini capo allenatore, con risultati sempre più in vista sul fronte dei tornei giovanili. E ancora San Donà di Piave nella C Gold, Mestre e Ponzano sempre al maschile al culmine di una gavetta tra fronte under e minors prima della specializzazione come preparatore fisico ed il passaggio sul versante femminile con le fermate ad Udine e Vicenza.

TRACCE IDENTICHE Ora l’ulteriore salto in A1 con la Magnolia e con concetti ben precisi. «Si parla spesso di preparazioni atletiche e fisiche differenti tra i generi. In realtà a parte la conformazione ossea del bacino ed aspetti di carattere ormonale, la struttura a livello generale è paritaria. Lo scostamento può avvenire sui carichi nella pesistica sotto forma di massimale, ma è un aspetto che comunque nella nostra disciplina lascia il tempo che trova. Differenze, pertanto, onestamente non ne vedo e se posso aggiungere devo dire che le donne sono più ligie ai programmi che ricevono, una volta entrate all’interno della metodica».

PRIMI CONFRONTI Vaccher ha già avuto modo di confrontarsi con coach Mimmo Sabatelli. «Mi ha spiegato di come nelle prime due settimane, lo spazio riservato alla preparazione atletica e fisica sia molto ampio. La mia traccia sarà di dar vita ad un lavoro, in questa fase, di ripresa e condizionamento negli esercizi senza palla e poi in prospettiva fare ulteriori valutazioni. Sappiamo che partiremo senza un elemento come Madera impegnata nella preparazione ai Mondiali con alcune giocatrici, penso a Conti e Miccoli, reduci dal lavoro con il 3×3. Le ragazze in generale si tengono tutte in allenamento in questa fase, ma c’è chi ha sfruttato questo periodo anche per staccare un po’. In generale così il lavoro in avvio sarà dedicato alla ripresa funzionale e sfrutteremo questi quindici giorni per conoscerci e al tempo stesso muoverci un po’».

CHECK COMPLESSIVO «L’idea – prosegue – è quella di fare un check complessivo partendo con un livello basico nella ripresa per poi crescere progressivamente anche perché non puoi focalizzarti subito sugli obiettivi, ma occorre dare uno stacco tra quanto è stato e quanto sarà. Questo sarà uno dei tre cardini del percorso al pari del conoscersi e del condizionare al meglio chi ha goduto di un po’ di vacanza. Se in precampionato lavori bene, sai poi come muoverti al meglio durante il torneo».

TOUR DE FORCE A maggior ragione in un contesto come quello rossoblù laddove, complice l’EuroCup, tra ottobre e novembre si vivranno degli autentici tour de force. «Se riesci ad impostare un’idea di base sullo scheletro del lavoro da compiere già dal precampionato – chiosa Vaccher – riesci poi a gestire al meglio eventuali ‘emergenze’, anche limitando o saltando l’attività pesistica in alcuni frangenti. Occorre poter lavorare concretamente ed efficacemente con il minor numero d’acciacchi, limitando così gli intoppi, nella speranza che settimane come quelle con l’appuntamento di coppa nel mezzo, incidano il meno possibile».