Di Vittorio Venditti
Avete Cotto Il Razzo!
Va a periodi, ma soprattutto quando nel Molise che non esiste le notizie lo imitano, ecco il piagnisteo di ‘contadini’ e sempre più residenti di ‘città’ che ovviamente viene amplificato da chi ha l’abitudine di cibarsi di casi umani appositamente generati:
tutti ce l’hanno con chi fa onestamente il proprio mestiere per vivere
e come natura vuole, procreare per perpetuare la specie alla quale appartiene.
Sarà pur vero che il Molise non esiste e guardando bene, ciò vale anche per il ‘rotto stivale’, ma nelle terre sotto il focus di ‘giocattoli’ come quello appena mostrato ce ne sono a spreco anche in paeselli fintamente innocui come Gambatesa e se riposti eternamente nelle rastrelliere, tali gingilli (i fucili da caccia, non i paeselli fintamente innocui come Gambatesa… per quanto…) sono effettivamente sprecati e portatori di spreco per via del costo del porto d’armi che soprattutto nel caso vengano devastati raccolti è seriamente uno spreco, in quanto non opera per la salvaguardia del bilancio molto spesso aziendale e scusate lo spreco del termine spreco.
La situazione è talmente incancrenita che per accelerare la soluzione del problema ormai bisogna considerare strumenti di gran lunga più performanti (che per altro non prevedono lo spreco della gestione del porto d’armi, gran bel risparmio per le finanze dei gementi e leccanti, perciò scoccianti, sullo sfondo della questione) e per ‘porcondicio’ di questi utensili professionali ne vengono proposti due a mo’ d’esempio, attrezzi da lavoro in auge da altre parti per motivi diversi, qui necessari alla soluzione che all’italiana non viene valutata perché non provvisoria, ma esiziale, ciò nonostante gli indubbi vantaggi dati dalla possibile messa in commercio di carni non proprio da schifare o solo l’opportunità che se ne potrebbe trarre in fase di gestione di sagre e quanto di utile per riempire le italiche e capaci pance, spartendo il bottino (con la dazione volontaria di laute porzioni abbondantemente avvelenate) anche con coloro che a vario titolo, rubando il pane allo stato e la giornata a Cristo, si pongono come bastoni tra le ruote di chi avrebbe già da tempo schiacciato il problema riducendolo a morte certa.
C’è chi si pone il problema degli eventuali effetti collaterali:
in questi frangenti le stesse azioni (non si sa davvero quanto indesiderate) possono venir viste in positivo perché se come bersagli capitano politici, animalisti, moralisti et similia, (raro, in quanto abiezione, ignominia, fellonia, viscidità, turpitudine, carognaggine e chi più ne ha più ne metta, di cui tali escrementi sono piuttosto ben forniti, permettono loro di mimetizzarsi proficuamente), primi ed unici responsabili dell’artificiale incremento di tal tipo di fauna locale mediante l’inserimento sul suolo italiano di ungulati provenienti dall’est Europa, questi pur appartenenti alla ‘razza umana’ non possono far ricorso come strenua difesa a paventare la paura dello spopolamento, atteso che la loro eliminazione vada annoverata tra i principi necessari al miglioramento della specie, soluzione drastica, ma rapida da mettere in pratica, difficilmente non apprezzabile dai restanti, finalmente liberi di vivere in pace e in serena tranquillità.
Se poi per sopraffare chi sta interponendosi tra la soluzione del problema e la volontà che la stessa venga attuata si vuol evitare anche l’ipocrisia di nascondere l’idea per risolvere la causa di tal disagio, quanto appena suggerito risulterà anche più economico da applicare.
Istigazione All’Azione Per Raggiunto Limite Della Sopportazione.
Meditate Gente, Meditate!