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PECCATO CONTRO IL CREATO: Laici Interessi Da Difendere

Di Vittorio Venditti

Gira Che Ti Rigira, La Catechesi E’ Sempre Quella

Riprendendo il discorso di ieri con la promessa che quello appena proposto sarà l’unico collegamento ipertestuale d’oggi, il focus passa più apertamente a scandagliare i catechisti in azione per la salvaguardia del clima dal punto di vista degli affari terreni che obbligando gli altri, i ‘benefattori’ in questione, per applicare le regole gridate ai quattro venti, si guardano bene dall’agire verso sé stessi.

Sapienza: (Civetta Di Minerva O Atena)

Secondo costoro, l’odierna umanità desidera dalla terra ciò che questa non può dare a tutti perché gli uomini che chiedono tali benefici sono troppi. E’ facile concludere dicendo che a parlare è chi tali vantaggi se li è già abbondantemente accaparrati, spesso ai danni di coloro che determinate energie le hanno sotto i propri piedi per cui le stesse vengono portate via proprio da soggetti che ora fanno i ‘pentiti’ per ‘educare’ chi di certi ammaestramenti non ha bisogno, legittimamente li ignora e comprese comunque tali antifone, va in massa a riprendersi il mal tolto in virtù del progresso di quei pochi che non si sentono troppi su questo mondo, ma sarebbe eccessivamente elementare e qui oggi si vuole aggiungere altro, in attesa di poter fornire le prove di quanto patito a causa d’ambientalismo e derivate corbellerie deleterie per la vita quotidiana, notizie che verranno divulgate senza pietà alcuna a dimostrazione del fatto che le pecore nere, seppur in minoranza, generalmente hanno ragione da vendere o come in questo caso da regalare con la goduria derivante da un orgasmo spinto all’ennesima potenza.

Venendo ai fatti, in questo periodo e durante ogni estate che Dio comanda, è possibile udire, con martellante insistenza, cassandre che fanno dell’ecologismo il loro pane quotidiano affermare che s’è giunti al punto di non ritorno, guardandosi bene dal divulgare dati praticamente riposti nell’apposito, volutamente nascosto e ben protetto dimenticatoio, informazioni che trattano della presenza d’un clima surriscaldato anche alla fine del sedicesimo secolo ed in altri momenti del tempo nel quale l’uomo ha abitato questo mondo, quando non esistevano dati statistici, ma non mancò chi si lamentava del problema, lasciando scritti che visti oggi, regalano quella tranquillità che permette comunque di controllare il clima, posto che si possa combattere contro interessi di pochi, soliti noti, ai quali il surriscaldamento del pianeta tocca nella misura in cui gli stessi non vengano privati dei privilegi peccaminosi da aborrire per il resto della ‘razza umana’.

Sole

Quel sole, fonte d’energia rinnovabile, tanto osannato, è posto in palese contrasto con l’elettricità derivante dalla fissione nucleare che in paesi confinanti con l’Italia è realtà da decenni e viene venduta a caro prezzo agli abitanti del ‘rotto stivale’ comunque nella neanche tanto segreta speranza che non esplodano le centrali produttrici di quell’oro che dissangua gli italiani e crea infiniti vantaggi ai venditori, profitti derivati non solo dalla commercializzazione di quel prodotto, ma soprattutto dal fatto che l’energia in grandi quantità necessaria alle aziende d’ogni ramo, dove nasce costa meno che nei luoghi ove viene importata e ciò determina la naturale mancanza di concorrenza alla base del malessere sociale derivante dalla chiusura delle industrie per tal ragione in fallimento.

Nucleare

Chi avverte i soloni di cui sopra che mentre nel ‘paese del sole’ è nata una nuova religione, (quindi l’ennesima truffa derivata dall’inculcare di tali fosche prospettive), fondata sulla costituzione delle cosiddette ‘comunità energetiche’, associazioni che prevedono una prima spesa per i partecipanti, basata sull’acquisto e l’installazione di dispositivi di produzione il cui costo è calcolato sulla Legge di domanda/offerta, (si ricorda che queste dazioni statali sono erogate ad avvenuta dimostrazione degli esborsi effettuati, contributi non sempre concessi perché in Italia si trova comunque un appiglio per rendere l’operazione non regolamentare), situazione al limite dello stress cui va aggiunta la conseguente produzione di energia elettrica che mediante ricavo zero viene immessa in rete e la seconda spesa, non solo psicologica, derivante dal dover acquistare la stessa corrente appena prodotta, pagandola tasse comprese, cosa che fa porre la legittima domanda sul ritorno almeno di quanto investito in nome dell’altrui profitto? Chi chiarisce a tali qualificati ‘pastori’ che quest’argomento genera affari per soggetti anche stranieri che vendono tecnologia al limite della cineseria a carissimo prezzo lasciando poi senza alcuna assistenza i clienti ed i venditori appena citati stravivono usando sistemi di riscaldamento più economici e sicuramente funzionanti che se ben utilizzati rendono meglio e soprattutto contaminano meno perché sprecano quantità d’energia di gran lunga inferiore a ciò che viene fatta passare per salvezza della terra? Chi informa questi ecologisti a tempo perso che le automobili, a parere di tali ‘esperti’ “non inquinanti perché muovendosi consumano energia zero”, in realtà avvelenano l’aria alla stessa stregua dei vituperati veicoli con motore endotermico, in quanto molto del particolato presente soprattutto nelle aree ad alta densità abitativa è prodotto dal rilascio di scorie provenienti dal consumo degli pneumatici e delle pastiglie dei freni di cui tutti i mezzi mobili sono dotati, in riferimento ai dispositivi frenanti), locomotori e carrozze instradate su ferrovia compresi? Chi spiega a questi scienziati che se si ripristinassero o costruissero direttamente strade degne della propria funzione la gestione dei veicoli in transito sarebbe di gran lunga meno inquinante rispetto a quanto accade oggi su praticamente tutta quella parte di pianeta nella quale il profitto ad ogni costo costringe alla vera degenerazione anche nella gestione dei danni provocati da sprechi ed obbligo ingiustificato di consumo persino di carburanti in nome del guadagno di chi ha immagazzinato danaro che non avrà comunque modo di spendere, atteso che la vita abbia un termine dal quale non ci si può sottrarre e generalmente per questi grassi ventri quel capolinea è comunque statisticamente più vicino rispetto a chi non ha niente, ma dispone ancora giustappunto della vita per poter crescere? Chi prova ad erudire simili cime nel fatto che se una piccola utilitaria, voluminosa secondo misure in grado di farla stare anche in piccoli luoghi e transitare persino laddove le strade sono rimaste strutture di due secoli addietro, con motore ridotto in potenza e grandezza, bilanciato per quel peso e senza tanti orpelli spesso del tutto superflui, quando non direttamente inutili, viene prodotta a prezzo accessibile anche a chi ha poco in termini di patrimonio, esisterà meno spreco di energie, visto che auto di massa maggiore pubblicizzate come meno inquinanti, con i loro motori ibridi e più grossi di cilindrata, uniti a propulsori elettrici che con le loro batterie appesantiscono i veicoli, alla fine della fiera inquinano di più nel transitare per quelle mulattiere fatte passare per strade e soprattutto aumentando a dismisura il costo di gestione delle auto stesse, fanno bene solo ai profittatori che gestiscono anche il tema ‘clima’, facendolo però dal loro punto di vista che è il guadagno comunque derivante dall’affare? Non si venga a parlare dell’uso dei mezzi pubblici perché chi s’azzarderà d’addentrarsi in simili teorie riceverà querela e condanna a venire a vivere in Molise a tempo indeterminato per provare il servizio offerto in tema!

Bene, per oggi il discorso si chiude, ricordando che i soggetti che chiacchierano da decenni d’inquinamento et similia, sono gli stessi poi pizzicati a transitare su auto di rappresentanza o direttamente private, munite di motori di grossa cilindrata alimentati mediante derivanti del comunissimo petrolio, vetture che come quella appartenuta al terzultimo inquilino del soglio di Pietro, (ente che oggi parla di peccato contro il creato, sorvolando, anzi, volando però per andare ad ‘evangelizzare’ quasi l’intero mondo, pur potendo operare da casa propria con molteplici mas media senza emettere inquinanti in adeguata quantità dall’aeromobile volta per volta utilizzato per tal ‘divino proposito’), poi vengono vendute all’asta determinando alti ricavati che si dice siano dati in beneficenza ovviamente non a chi se fosse vera la teoria raccontata da questi paladini della salvaguardia del clima, se ne vedrebbe collettivamente di bene, magari nell’acquistare automobili che con rendimento di un terzo rispetto a quelle equipaggiate con motore tradizionale e costo di produzione pari a meno della metà se si considerano le componenti assenti nelle nuove auto elettriche, sono vendute a quattro, cinque volte il prezzo di una normale utilitaria a benzina o gasolio, sistema di locomozione sovente utilizzato per lavoro, possibilità reale che l’umanità ordinaria pretende e per cui se ne frega di tutte quelle chiacchiere a valore zero che augurano la morte a chi sa che tal fine arriverà comunque, ma per tutti.

Giustizia

Vera, Eterna, Inconfutabile Giustizia.