Di Vittorio Venditti
Poi Non Si Dica Di Non Aver Saputo Per Tempo
Otto settembre: la data in Italia è seriamente infausta per quanto accaduto ottantatré anni or sono e trattato più volte su queste pagine. Tolti gli italiani allora inesistenti per molteplici ragioni, il campo fu invaso da chi poi perse la guerra, ma mai sopì certe velleità che adesso anche per colpa di quell’Europa che nata per riportare la pace nel ‘Vecchio continente’ lo sta riconducendo al conflitto mediante burocrazia e fastidi imposti innanzitutto a coloro che oggi si stanno ribellando col dire ‘si stava meglio quando si stava peggio’.
Il simbolo, rimodulato, ma pur sempre quello, sta tornando alla grande e stavolta lo fa soprattutto per interessi terzi, cosa però che poco riguarda la quasi metà dell’ottanta per cento degli aventi diritto al voto, recatasi alle urne per protestare duramente e nei fatti contro il malessere che serpeggia in una nazione, smembrata per gli effetti della guerra richiamata sopra e ricostruita a suon di marchi, una volta definita ‘locomotiva d’Europa’.
Chissà cosa potrebbe accadere se si ribellassero i votanti caricati nell’ultima carrozza con annesse latrine, facente parte di questo vecchio treno che sta deragliando per lassismo ed incapacità provata dei suoi macchinisti…