{"id":116687,"date":"2026-09-22T13:00:14","date_gmt":"2026-09-22T11:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gambatesanews.it\/?p=116687"},"modified":"2026-09-22T13:00:14","modified_gmt":"2026-09-22T11:00:14","slug":"aree-interne-caro-energia-e-imprese-cefalo-chiede-al-governo-risultati-concreti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gambatesanews.it\/?p=116687","title":{"rendered":"AREE INTERNE, CARO ENERGIA E IMPRESE: CEFALO CHIEDE AL GOVERNO RISULTATI CONCRETI"},"content":{"rendered":"<p>Di Carlos A. Sorrentino<\/p>\n<p>Il Presidente di Confederazione Imprese Italia: \u00abLe misure ci sono, ma occorre misurarne l\u2019efficacia. Famiglie e imprese hanno bisogno di interventi strutturali\u00bb<\/p>\n<div id=\"attachment_116688\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Confederazione-Imprese-Italia-1.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-116688\" data-attachment-id=\"116688\" data-permalink=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/?attachment_id=116688\" data-orig-file=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Confederazione-Imprese-Italia-1.png\" data-orig-size=\"280,109\" data-comments-opened=\"0\" 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incidendo realmente le politiche messe in campo sulla vita quotidiana delle famiglie e sulla capacit\u00e0 delle imprese di produrre, investire e restare competitive?<\/p>\n<div id=\"attachment_116689\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Biagio-Cefalo.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-116689\" data-attachment-id=\"116689\" data-permalink=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/?attachment_id=116689\" data-orig-file=\"https:\/\/www.gambatesanews.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Biagio-Cefalo.jpg\" data-orig-size=\"500,502\" data-comments-opened=\"0\" 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Il parametro con cui dobbiamo giudicare una politica economica deve essere anche la sua capacit\u00e0 di produrre effetti concreti nell\u2019economia reale. \u00c8 l\u00ec, nei bilanci familiari, nelle botteghe, nelle aziende agricole, nei trasporti e nelle piccole e medie imprese che bisogna verificare i risultati\u00bb.<\/p>\n<p>   INFLAZIONE ED ENERGIA: I NUMERI RICHIEDONO ATTENZIONE. &#8211; Gli ultimi dati ISTAT disponibili indicano che ad agosto l\u2019inflazione \u00e8 salita al 3,3% su base annua, rispetto al 2,9% di luglio. La dinamica \u00e8 stata sostenuta soprattutto dall\u2019energia: i prezzi degli energetici nel complesso sono passati da una crescita dell\u201911,6% a una del 17,1%. L\u2019inflazione media acquisita per il 2026 \u00e8 arrivata al 2,9%. Il quadro non pu\u00f2 essere ignorato perch\u00e9 l\u2019aumento dell\u2019energia non rimane confinato alla bolletta: pu\u00f2 trasferirsi sui costi di produzione, sulla logistica, sui trasporti e progressivamente sui prezzi finali. Anche la Banca d\u2019Italia ha segnalato un rallentamento dei consumi delle famiglie e una crescita economica ancora moderata, stimando per il 2026 un incremento del PIL nell\u2019ordine dello 0,5%, potenzialmente dello 0,6% considerando il migliore andamento del primo trimestre.<\/p>\n<p>   CARBURANTI: OLTRE DUE EURO AL LITRO. &#8211; Particolarmente significativa \u00e8 la situazione dei carburanti. Secondo i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornati al 17 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio self-service \u00e8 pari a 2,143 euro al litro per la benzina e 2,266 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale si sale rispettivamente a 2,236 e 2,346 euro. Numeri che assumono un peso ancora maggiore nei territori interni.<\/p>\n<p>\u00abIn una grande citt\u00e0 \u2013 sottolinea Cefalo \u2013 esistono pi\u00f9 alternative di mobilit\u00e0. In molti piccoli comuni dell\u2019Appennino, del Mezzogiorno e delle aree interne l\u2019automobile e il trasporto su gomma rappresentano invece una necessit\u00e0. Il costo del carburante diventa quindi un costo territoriale aggiuntivo che grava sulle famiglie e sulle imprese\u00bb.<\/p>\n<p>   Per un artigiano che deve raggiungere i clienti, per un commerciante che deve approvvigionarsi, per un\u2019impresa agricola, per un agente di commercio o per una piccola azienda che movimenta merci, il prezzo alla pompa incide direttamente sulla struttura dei costi.<\/p>\n<p>   LE MISURE DEL GOVERNO: IL PUNTO \u00c8 VALUTARNE L\u2019EFFICACIA. &#8211; Confederazione Imprese Italia riconosce che il Governo ha adottati diversi strumenti. Sul fronte delle aree interne \u00e8 operativa la Strategia Nazionale per le Aree Interne 2021-2027, accompagnata da una Cabina di regia istituita presso la Presidenza del Consiglio. L\u2019attuale programmazione interessa complessivamente 124 aree di progetto, 1.904 Comuni e circa 4,57 milioni di abitanti. Sono inoltre presenti misure di sostegno agli investimenti e interventi rivolti alle imprese. Ma proprio l\u2019esistenza di questi strumenti rende necessario compiere un passaggio ulteriore: misurarne l\u2019impatto effettivo.<\/p>\n<p>   Un elemento significativo emerge dall\u2019analisi dell\u2019Ufficio parlamentare di bilancio sulla manovra 2026. Secondo l\u2019UPB, le famiglie beneficiano complessivamente di circa 7 miliardi di euro netti nel 2026. Per imprese e lavoratori autonomi, invece, l\u2019insieme degli interventi determina un impatto restrittivo sui conti pubblici pari a circa 1,3 miliardi nel 2026, destinato, secondo la stessa analisi, ad aumentare negli anni successivi. Sono dati che impongono una riflessione e che impediscono letture semplicistiche.<\/p>\n<p>   Non si tratta d\u2019affermare che nulla sia stato fatto, ma di domandarsi se ci\u00f2 sia sufficiente e adeguatamente strutturale rispetto alla dimensione delle difficolt\u00e0 che famiglie e imprese stanno affrontando.<\/p>\n<p>   IL RISCHIO DI UNA POLITICA FATTA DI INTERVENTI TEMPORANEI. &#8211; Lo stesso Ufficio parlamentare di bilancio evidenzia nella manovra la presenza di numerosi interventi di natura temporanea: gli oneri relativi a queste misure ammontano a 7,6 miliardi nel 2026, per poi scendere negli anni successivi. Per Confederazione Imprese Italia \u00e8 proprio questo uno dei nodi da affrontare.<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019impresa \u2013 prosegue Cefalo \u2013 non programma un investimento sulla base di una misura che potrebbe esserci oggi e non pi\u00f9 domani. Ha bisogno di stabilit\u00e0 normativa, fiscale ed energetica. Allo stesso modo una famiglia deve poter programmare le proprie spese senza vivere nell\u2019incertezza determinata dall\u2019andamento delle bollette e del pieno dell\u2019automobile\u00bb.<\/p>\n<p>   Particolarmente delicata \u00e8 la situazione delle famiglie economicamente pi\u00f9 fragili. L\u2019UPB ha rilevato come uno shock inflazionistico concentrato su energia e alimentari produca proporzionalmente una pressione maggiore proprio sui nuclei con minore capacit\u00e0 di spesa.<\/p>\n<p>   DESERTIFICAZIONE E CARO CARBURANTI SONO DUE FACCE DELLO STESSO PROBLEMA. &#8211; \u00c8 qui che Confederazione Imprese Italia individua il collegamento con il tema sollevato nelle settimane precedenti. Non possiamo discutere di spopolamento delle aree interne senza parlare contemporaneamente di costo della mobilit\u00e0, accessibilit\u00e0 ai servizi, energia, fiscalit\u00e0, credito e condizioni per fare impresa. Quando mantenere aperta un\u2019attivit\u00e0 in un piccolo comune diventa progressivamente pi\u00f9 costoso e contemporaneamente diminuiscono popolazione e servizi si crea un circolo vizioso: meno residenti significano meno consumatori; meno consumatori rendono pi\u00f9 difficile la sopravvivenza delle attivit\u00e0; meno imprese significano meno lavoro e meno servizi e la riduzione delle opportunit\u00e0 alimenta ulteriormente lo spopolamento.<\/p>\n<p>   Per interrompere questo processo, secondo Confederazione Imprese Italia, occorre passare da una logica prevalentemente emergenziale a una strategia economica di medio-lungo periodo. Servono politiche capaci di ridurre strutturalmente i costi che penalizzano chi produce nei territori periferici, facilitare l\u2019accesso al credito delle micro e piccole imprese, incentivare nuovi investimenti, sostenere il commercio di prossimit\u00e0, migliorare collegamenti e servizi e introdurre strumenti che tengano conto degli svantaggi oggettivi derivanti dalla localizzazione nelle aree interne.<\/p>\n<p>   NON CHIEDIAMO ANNUNCI, MA RISULTATI MISURABILI. &#8211; \u00abConfederazione Imprese Italia \u2013 conclude il Presidente Biagio Cefalo \u2013 vuole mantenere un confronto istituzionale con il Governo, ma proprio per questo ritiene necessario parlare con chiarezza. Gli interventi devono essere giudicati dai risultati che producono. Se energia e mobilit\u00e0 continuano a rappresentare costi cos\u00ec rilevanti, se la crescita rimane contenuta e se nei piccoli centri continua a essere difficile mantenere un\u2019attivit\u00e0 economica, dobbiamo domandarci se gli strumenti attuali siano sufficienti\u00bb.<\/p>\n<p>   Da qui Cefalo rivolge direttamente al Governo una domanda: \u00abFamiglie e imprese possono aspettarsi interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi energetici e della mobilit\u00e0? E soprattutto: torneremo a vedere benzina e gasolio stabilmente sotto 1,70 euro al litro?\u00bb<\/p>\n<p>   Una domanda semplice, dietro la quale si nasconde una questione molto pi\u00f9 grande perch\u00e9 nelle aree interne il carburante non rappresenta soltanto il costo di un pieno: significa raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere un ospedale, consegnare una merce, incontrare un cliente o mantenere aperta un\u2019impresa ed \u00e8 anche dalla risposta a questi problemi concreti che si misura la capacit\u00e0 delle politiche pubbliche di contrastare davvero la desertificazione economica e lo spopolamento dei territori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Carlos A. Sorrentino Il Presidente di Confederazione Imprese Italia: \u00abLe misure ci sono, ma occorre misurarne l\u2019efficacia. 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