Di Mario Ricca Esiste una fede incrollabile, quasi religiosa, nella legalità. Non quella reale, operativa, chirurgica, ma quella estetica, ornamentale, da salotto buono e dichiarazione d’intenti. La legalità come parola da pronunciare con tono grave, come si fa con le cose che non si capiscono, ma che fanno sentire migliori. Un feticcio lessicale buono per ogni stagione, soprattutto quando serve a coprire l’odore acre di un sistema che funziona esattamente al contrario perché il punto non è se le leggi esistano, ma che esistono ovunque in quantità industriale, stratificate come sedimenti geologici lasciati da generazioni di coscienze pulite e mani […]