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GIORNATA CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE: REALIZZARE RICETTE TRADIZIONALI CON AVANZI

Di Cesare Scalabrino

Coldiretti Molise

A causa di modelli di consumo scorretti e inefficienze nelle filiere distributive, ogni giorno nel mondo viene sprecato cibo equivalente a oltre 1 miliardo di pasti. Più della metà viene gettato nelle case, il restante 28% è attribuibile alla ristorazione, mentre il 12% riguarda il commercio al dettaglio. A rilevarlo è la Coldiretti in occasione della ‘Giornata contro lo Spreco Alimentare’ che ricorre domani.

La cattiva abitudine di sprecare cibo costituisce un problema etico, considerato l’elevato numero di persone che nel mondo non possono accedere a un’alimentazione adeguata, oltre che economico e ambientale, a causa dell’emissione di gas serra associati al fenomeno. “Una soluzione taglia sprechi – afferma il direttore regionale di Coldiretti Molise Aniello Ascolese – può venire dai sistemi alimentari locali”.

Secondo i dati ISPRA, acquistare prodotti a chilometro zero, attraverso filiere corte come i mercati contadini o direttamente dagli agricoltori, può ridurre lo spreco alimentare fino al 70%. Le filiere corte offrono molteplici vantaggi: i cibi sono più freschi, durano di più ed il loro trasporto determina meno emissioni perché non devono percorrere lunghe distanze per arrivare nei luoghi di vendita.

Per ridurre lo spreco Coldiretti suggerisce anche alcune accortezze quotidiane, come programmare la spesa con liste dettagliate, fare acquisti più frequenti, ma in quantità moderate, evitando le maxi-spese quindicinali o mensili che spesso aumentano il rischio di lasciar scadere o deteriorare i cibi prima di consumarli. Oltre a ciò l’Organizzazione consiglia di scegliere prodotti di stagione, conservarli separatamente in base al tempo di consumo e controllare sempre le etichette, distinguendo tra ‘da consumarsi entro’ e ‘da consumarsi preferibilmente entro’.

Infine, un ruolo importante lo gioca anche la “cucina degli avanzi” che consente di realizzare piatti tradizionali permettendo di dare nuova vita ai cibi avanzati, evitando di buttar via cibi ancora buoni e preservando le tradizioni culinarie del territorio.