Di Vittorio Venditti
(Foto), Fu Salvatore Di Maria E Presa Da Internet
Ogni Nodo Viene Al Pettine
A Sedici Anni Dalla Nascita Di Chi Vi Tedia. – Come annunciato ieri, ecco il cadavere dell’avversario finalmente passare sul fiume, impietosamente portato dalla corrente anche all’altezza di quella parte del greto sul quale ha presa pazientemente posizione chi lo attende da quasi quattordici anni, dopo aver prima dovuto, poi quasi subito orgogliosamente voluto slegarsi dalla religione cattolica per poter finalmente vivere la propria vita e riferirne a suo tempo a chi glie l’ha voluta donare, al di là di chi ha provato in ogni modo a tenerla a bada senza successo alcuno.
Il più vecchio (in ogni senso) dei due in foto e per carità cristiana ne è stata recuperata una di repertorio seriamente tale, nella sua vita da parroco operativo a Gambatesa ha cercato in ogni modo di bloccare qualsiasi velleità d’emancipazione tentata da chiunque non la pensasse come lui e se qualcosa è passata è stato per merito di compromessi scelti da chi li ha voluti soddisfare, uomini e donne che per forza di cose non potrebbero annoverare ne perciò comprendono chi scrive questo pezzo. L’immagine oggi riproposta non potrebbe esistere se non fosse stato permesso a S. r. C. (sezione di Gambatesa) di mettere le mani sulle maidunate ed addomesticarle ai voleri di quell’ente dichiaratosi “privato” che prospera senza pagare tasse, a differenza delle normali aziende in grado di presentare regolare bilancio alla luce del sole.
Per inciso e per questo, ecco il doloroso ricordo d’una frase lapidaria che la dice lunga sul livore malcelato da chi un tal sentimento non dovrebbe nemmeno pensarlo, (proposito messo in atto per la copertura assicurata dal sistema non da quei momenti, ma da quasi un paio di millenni, situazione evidentemente non ancora corretta), frase già disprezzata da molte pecorelle che più che smarrite erano profondamente incazzate perché quelle parole venivano da un bersaglio degli allora spontanei ‘stornelli istantanei’, politico che evidentemente aveva effettivamente ragion di silenziare la ‘vox populi’, sovente ‘vox Dei’. Trentuno dicembre millenovecentottantaquattro, dopo che la Messa del ringraziamento era andata come al solito deserta perché i gambatesani avevano già preso l’allora veramente tradizionale impegno di concertare e finir di sistemare le squadre che di lì a poco avrebbero invaso il paese con le maidunate ancora libere: “Gambatesa, paese di poeti”, frase espressa da chi ora non ha più la considerazione di chi, appena maggiorenne e con già l’aver dovuto capire cosa riservasse la vita ai dissidenti, ha udito quel dire, con disprezzo e velleità (provato a porre inutilmente sottotraccia) di rivalsa, risultata inutilmente dissuasiva verso chi, fisarmonica in spalla e voglia di divertirsi, ha solo pensato a come andarsene da quell’ambiente ostile al borgo ancora evidentemente non da sogno.
Il fatto. Da poco tempo (nulla a che vedere con l’eternità) è visibile in Rete Parroco emerito di Gambatesa (CB) – don Giuseppe Nuzzi – Parroco emerito di Gambatesa (CB) “don Pepeppino”, (correggete almeno l’errore di battitura di ciò che compare come oggetto nell’inviare il collegamento ipertestuale al sito), un blog che presenta l’autore in versione impeccabile, soprattutto nella veste che da sempre contraddistingue il soggetto in modo che non poteva davvero essere più fedele alla pochezza perfettamente inquadrata (Nativcode GMV – Servizio Assistenza Clienti arch. Gallo Maria Vittoria) da chi lo assiste, stante quanto in basso nella homepage, riportato per mera cronaca.
Il personaggio ha dominato il borgo da sogno per cinquant’anni e come fa chiunque non vi è nato, ha cercato di stroncare ogni iniziativa gambatesana a lui non gradita, ragion per la quale ora non è il benvenuto da tutti anche se in un luogo ove chiunque può stare se rispetta le Leggi vigenti e tal questione è così girata pubblicamente a quanto impone in tema l’Ordine dei Giornalisti del Molise (si veda Radio Abusiva, Odg Molise Diffida La Testata, del 5 ago 2026) “… e in ogni caso ad inserire la gerenza corretta con i nominativi dell’editore, del proprietario, del direttore, a ufficializzare l’autorizzazione del tribunale alla pubblicazione, con la data e gli estremi del decreto. …”, ciò vale anche per chi si sente un po’ più uguale degli altri.
Chi sta godendo di questa rivincita, oltre ad osservare quanto legalmente disposto così come descritto sopra, semmai ce ne fosse stata la possibilità, direttamente non avrebbe comunque cacciato chi fino a ieri è stato ‘cacciatore’ ed ora ha l’obbligo d’osservare la quasi solitudine cui è condannato dal falso rispetto ricevuto da chi ne ha offerto per evitare ritorsioni, tanta è la soddisfazione nel constatare la qualità dell’opera che mostra tal declino, cercato ed ottenuto perché sic transit gloria mundi e se non s’è in grado di fermarsi per tempo, bello è che da vivi s’arrivi a vedere la propria miserabile fine. Resta il fatto che se quello è arrivato ad ottantasette anni di vita, sicuramente non potrà imporre volontà al Creatore e di conseguenza tal politico dovrà togliere il disturbo a breve, quindi se non dovesse agire l’Ordine dei giornalisti, un Ordine superiore chiarirà la questione e lì è difficile proporre eventuali controdeduzioni.
In Sincera Ulteriore Attesa Con Profondo E Incommensurabile Disprezzo.