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gambatesanews: Notizie Per Palazzo San Giorgio

Di Vittorio Venditti

Per Una Volta Dovranno Ricevere Loro

Campobasso, Palazzo San Giorgio

I quattro lettori di queste pagine ‘gustano’ quasi ogni giorno le ‘Notizie Da Palazzo San Giorgio’ che la portavoce della Sindaca di Campobasso elargisce a piene mani, tanto che bisogna spesso frenarne l’entusiasmo. Da lì, come da tutto il resto, soprattutto se moli, spesso per niente sano, vengono normalmente inibite le questioni politiche perché da qualche anno e per protesta questo telematico ha estromessi i venditori di ‘chiacchiere di facciata’ d’ogni ordine e grado e da qualsiasi provenienza giungano, alieni compresi anche se questi potrebbero davvero essere la salvezza per l’umanità. Si può fare: qui non s’accetta alcun contributo da chi che sia, ragion per cui si può evitare di scendere a compromessi potendo mandarle a dire a tutta questa gente che a parere di chi scrive conta quanto il due di spade quand’è briscola denari.

Scivolo Su Marciapiede Di Campobasso, del 14 ottobre 2013

La foto fornita a suo tempo da uno dei collaboratori della prima ora, Stefano Venditti, campobassano verace, (emigrato, dato che nemo profeta in patria), porta all’argomento sotto l’odierno focus: la gestione dei marciapiedi di Campobasso, percorsi di guerra frequentati oggi dai cinghiali come cronaca comanda, ma ogni tanto anche da umani, magari che necessitano d’accompagnamento perché non proprio autonomi. Capita dunque di voler cercare di non spostarsi con l’automobile per evitare d’inquinare l’aria della città capoluogo di regione che ospita chi vi si reca per le più disparate ragioni. Farlo con i mezzi pubblici è improbabile per non dire impossibile, atteso che per operare in tal senso si dovrebbe avere a disposizione una giornata composta da almeno settantadue ore. Andare a piedi? Ecologicamente encomiabile, ma… i fatti:

Mercoledì undici marzo, circa le sedici e trenta. Il fatidico giorno della presentazione di un nuovo/vecchio dispositivo informatico rabberciato con componenti d’avanzo e fino ad ora mal distribuito dalla sua casa produttrice, quella che sintetizzabile con il suo nome composto da tre consonanti e due vocali (queste ultime poste in testa ed in coda alla parola) per ottemperare all’ipocrita non far pubblicità, impegna diverse righe per spiegare a chi legge che si sta trattando di chi ha per stemma un frutto che forse per aver riassunta per millenni la ragione del peccato originale, (al di là della causa persa con New York per l’attribuzione di quanto intero), ora è riprodotto come logo, ma dopo l’uso che ne ha fatto la prima donna che ha sua volta è simbolo dell’umanità. Che fatica non scrivere Apple che per altro non ha bisogno di pubblicità! Comunque, iniziava a piovere e di lì a poco Zeus si sarebbe scatenato in tutta la sua potenza. L’utente doveva comunque raggiungere il negozio sito al centro di Campobasso, ma era impossibile affrettare il passo perché i marciapiedi s’erano appena trasformati in una lunga e pericolosa saponetta, cosa che faceva rimpiangere il ghiaccio invernale, forse più ruvido di quei tracciati, abilmente ed adeguatamente progettati per permettere a chi ne fruisce di fornire clientela a chi poi crea liste d’attesa interminabili come problema politico da non risolvere. Finisce qui la denuncia? Ovviamente no. Era necessario recarsi da Corso vittorio Emanuele a via Garibaldi e non certo per motivi risorgimentali. L’ardimento era però comunque indispensabile per non dire essenziale. Percorrere a piedi quel tragitto era pericoloso come descritto sopra, ma in certi tratti ancor più insidioso per via di rami d’alberi, pali e o automobili parcheggiate alla viva il parroco che ostruivano, quando non bloccavano il passaggio ad una persona: figurarsi a due! Quel pomeriggio è capitato in più di un’occasione l’incredibile: chi stava ricevendo l’assistenza, ha dovuto a sua volta tenere in piedi l’assistente che stava per franare e non su scivoli come quello in foto, ma direttamente sul tracciato orizzontale, tanto che in un paio di situazioni è venuto spontaneo ringraziare Dio per aver fatte trovare in quei punti provvidenziali buche che rendevano possibile evitare la plateale caduta.

Qualche giorno prima, una situazione del genere è stata vissuta in contrada Macchie, zona tranquilla di Campobasso, almeno finché c’è la possibilità di camminare in coppia direttamente sulla strada e non venir investiti da veicoli in corsa che ritenendo di trovarsi su pista, non si preoccupano d’evitare pedoni che incoscientemente non camminano sui marciapiedi, costruiti per il passaggio di una persona alla volta, quando non sono invasi da siepi sporgenti e rami d’ogni genere che pendono da alberi davvero ben curati, è proprio il caso di dire.

Andando a chiudere e ridendo per non piangere, sarà il caso di riferire agli inquilini di palazzo San Giorgio che prima di vantarsi del proprio operato mediante divulgazioni al limite della molestia, forse costoro dovrebbero aver contezza della reale ombra che riflettono al loro passaggio.

O Portavoce, Porta Questa Voce!