Di Mario Ricca
(Foto), Di Marco Frosali E Prese Da Internet
Quella genuflessione ovina di massa davanti al Leviatano resta uno spettacolo indimenticabile. Mentre l’emergenza veniva gonfiata con dati ballerini e narrazioni da convento, il popolo bue si faceva in quattro per dimostrare devozione: si metteva in fila, apriva il braccio, firmava carte che esoneravano da ogni responsabilità lo “Stato amico” (che chiunque mentalmente normodotato dovrebbe considerare un ossimoro) e poi, con santa indignazione, si scagliava contro chi osava porre domande.
Ricordate il refrain? Il preparato fermava il contagio, era gesto d’altruismo supremo, chi resisteva assassinava i nonni. Scienzaaaah, si ripeteva a reti unificate. Chi osava notare che la trasmissione proseguiva serena veniva marchiato, emarginato, cancellato dal consorzio civile. Peccato che la narrazione fosse falsa. Falsissima. L’ex direttore Aifa Magrini, in audizione, ha dovuto ammettere che il siero fermava il virus… un po’. Trenta per cento? Cinquanta? Mah, un po’. Risposta da bar, pronunciata da chi decideva sulla pelle di milioni di persone. L’ente regolatore confessò di non avere dati completi su sicurezza ed efficacia al momento delle autorizzazioni. I report di farmacovigilanza? Tarati per minimizzare, con moduli che non contemplavano neppure la categoria “grave” fino a correzione tardiva. Miocarditi nei giovani maschi? Sottostimate di decine di volte rispetto a quanto emergeva altrove. Nesso di causa? Algoritmo OMS tarato per assolvere sempre. Dissentire era eresia: scienziati e medici che segnalavano criticità finivano messi al bando, radiati dal dibattito pubblico, trattati da appestati mentre la macchina propagandistica rullava indisturbata. La classe politica ha trovato il pretesto perfetto: un’influenza modesta trasformata in apocalisse per giustificare obblighi da regime, sospensioni dal lavoro, green pass e discriminazioni da apartheid sanitario. Il Leviatano ringrazia: ha sequestrata libertà, compresso dissenso e scaricata ogni colpa su chi non si fidava e il popolo? Ha obbedito con entusiasmo, ha insultato il vicino scettico, ha accettato di farsi cavia volontaria firmando liberatorie che sollevavano il nemico da ogni conseguenza.
Meglio inchinarsi al potere che ribellarsi in massa e intasare la macchina statale fino a farla grippare. La ribellione vera avrebbe costretta la marcia indietro. Invece ovina genuflessione, fiducia cieca nello Stato e nella scienza gestita da uomini – cioè da fango. Ora che le crepe diventano voragini, bisogna fare incetta di pop-corn e aspettare sulla riva del fiume. Gli sgherri del Leviatano che obbedivano come cani e sopprimevano a manganellate lo scetticismo e che adesso piagnucolano quando le prendono dagli antagonisti. Per loro da parte mia nessuna solidarietà: chi ha scelto di essere strumento del sopruso merita solo il disprezzo più gelido.
L’influenza non ha sfoltita granché la mandria. Speriamo che il siero magico, tanto magico da far sparire ogni remora e ogni dubbio, completi l’opera con più convinzione.
Che Spettacolo, Questi Pecoroni.