Di Jula Papa
Necessario un confronto vero e strutturato per non compromettere equità e universalità
Cittadinanzattiva esprime forti preoccupazioni in merito allo schema di disegno di legge delega per la riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri. Attraverso una lettera aperta inviata al Ministro della Salute Prof. Orazio Schillaci, evidenzia due ordini di criticità, nel merito della proposta e rispetto al percorso con cui essa è stata costruita.
Lo schema di disegno di legge delega, per come è formulato, non sembra affrontare con la necessaria chiarezza le cause strutturali e profonde della crisi che affligge il sistema sanitario. In particolare, nel merito, la riforma appare eccessivamente focalizzata sulla centralità degli ospedali, con una particolare enfasi sul rafforzamento delle strutture che già oggi rappresentano un’eccellenza. “Rafforzare ulteriormente ciò che già funziona senza un piano chiaro e vincolante per sostenere con interventi mirati le strutture in maggiore difficoltà, rischia d’ampliare le disuguaglianze, piuttosto che ridurle” dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva nella lettera al Ministro. “I divari si colmano investendo prioritariamente negli ospedali e nei servizi dei territori più fragili, assicurandovi standard di qualità, sicurezza, dotazioni e personale adeguati”.
Il disegno di legge delega appare inoltre lacunoso nel delineare risposte chiare ad alcune delle grandi sfide del nostro tempo, tra cui l’invecchiamento della popolazione, il drammatico aumento delle cronicità e della non autosufficienza e la crescente necessità di rispondere a bisogni socio-sanitari complessi. Il collegamento tra la prevista riforma ospedaliera e quella dell’assistenza territoriale, in particolare, resta poco chiaro.
Un secondo elemento di forte preoccupazione riguarda il percorso con cui la proposta è stata elaborata: In maniera piuttosto inaspettata e improvvisa senza una preventiva e strutturata condivisione con gli attori sociali, le organizzazioni di cittadini e pazienti e fatto non secondario, gli stessi professionisti sanitari. “Riformare un pilastro del welfare come il SSN senza un confronto aperto e partecipato – sottolinea Mandorino – rischia di indebolire la legittimità e l’efficacia stessa dell’intervento, alimentando la diffidenza crescente che allontana i cittadini dalle istituzioni. A ciò s’aggiunge che il testo, nella sua attuale formulazione, appare privo di un perimetro ben definito di criteri e princìpi direttivi che possano orientare in modo chiaro il successivo iter parlamentare e i decreti legislativi attuativi”.
L’Appello: coinvolgimento formale e sostanziale. – Per queste ragioni, Cittadinanzattiva ritiene indispensabile che nel percorso di riforma venga formalmente prevista una fase d’ampio, strutturato e reale coinvolgimento. Tale partecipazione che non deve essere meramente consultiva, è richiesta sia nel corso dell’iter parlamentare, sia nella fase di disegno dei decreti legislativi attuativi. L’obiettivo è valorizzare il punto d’osservazione unico dei cittadini, dei pazienti, delle persone con fragilità e delle organizzazioni civiche che quotidianamente toccano con mano la distanza – o la prossimità – tra i principi fondanti del SSN e la loro concreta attuazione.
Cittadinanzattiva ribadisce infine la propria piena disponibilità a contribuire al percorso con l’auspicio che la riforma sia improntata a princìpi di trasparenza, responsabilità e partecipazione.