Di Vittorio Venditti
Autarchia In Mancanza Di Collaborazione
Quanto proposto oggi fa parte di quegli scritti donati a chiunque avesse la necessità di comunicare soluzioni a familiari, amici o solo conoscenti che avendo ‘il problema’, non sanno come risolverlo. Gli altri tra i quattro lettori che hanno la pazienza di seguire le presenti pagine, quest’articolo possono tranquillamente bypassarlo perché in mancanza di bisogno ciò è un bene per loro e felicità per chi sa che oggi le visualizzazioni saranno in numero minore per un’ottima ragione.
In attesa che la giustizia fai da te prenda finalmente piede, si può iniziare con lo sperimentare il metodo autarchico nel risolvere questioni che delegate a sedicenti ‘rappresentanti di categoria’ (generalmente impegnati nelle operazioni di tesseramento a base di cene sociali), vengono regolarmente disattese. E’ in quest’ottica che oggi verrà offerto un breve resoconto sulla possibilità di reperire registratori digitali ad uso di chi non vede, situazione seriamente drammatica nonostante la tecnologia ed il progresso vadano avanti anche nella gestione dell’audio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale offerta in abbonamento, soluzione che non risolve affatto questioni proposte in ambito professionale se si tratta ad esempio di registrare interviste, concerti o strumenti musicali strimpellati, cantandoci sopra per ‘farsi passare la paura’ come dice l’adagio.
Dunque, a quei pochi registratori digitali il più delle volte basati su vecchia tecnologia a livelli elementari, spesso rimanenze di magazzino stagnanti da anni per ‘merito’ degli alti costi cui questi oggetti vengono venduti col monopolio di associazioni che fanno tutt’altro che l’interesse dei ciechi, s’aggiunge una società giapponese che evidentemente fiutato l’affare di nicchia, propone tra i propri prodotti la linea ‘Handy Recorder’ (H), ben adattata a venir gestita in toto anche dai non vedenti. Oggi, trasgredendo alla regola del non far pubblicità nemmeno gratuita, verrà presentata tal serie di dispositivi (escluso l’H8 che sinceramente sembra superfluo) appositamente provati dopo esser stati acquistati con soldi propri da chi scrive, per uso personale, ma anche per aiutare chi ne dovesse aver bisogno, ovviamente secondo le disposizioni dei commi uno e tre dell’articolo uno del regolamento di gambatesaweb prima e gambatesanews ora. Verranno proposte le foto degli apparecchi (scartando quelli del medesimo modello superati dai più moderni in commercio) ed i collegamenti ipertestuali alle parti del sito della casa produttrice dal quale poter scaricare manuali e software di supporto nonché visionare le caratteristiche tecniche per sommi capi di dispositivi che hanno il loro costo per ragioni strutturali e non politiche: se questi registratori vengono venduti a chi deve sacrificare danaro, è in sintesi non per dar da mangiare a sciacalli che in cambio al massimo restituiscono rutti di sazietà a buon mercato.
1°: H1Essential, il registratore stereo più elementare, ma che già propone diverse funzioni per chi ha necessità basiche.
2°: H2Essential, è un pugno nello stomaco per l’estetica, ma ha il suo valore per chi ha necessità di voler conservare momenti presi dal vivo con una professionalità che già fornisce valide alternative di gestione audio. Di questo modello esiste anche la versione H4Essential che differisce dal ‘2’ mostrato, solo per numero di tracce registrabili.
3°: H5Studio, ora si fa sul serio a livello professionale ed al modello H5Essential che ricalca seppur in modo più complesso i due precedenti, visto che nel frattempo è maturata la possibilità con un costo leggermente maggiore, è preferibile l’acquisto di qualcosa di più completo, proposta con l’aggiunta del pacco ‘accessori’ anche come portatile, ma che è preferibile utilizzare in studio o in contesti davvero seri dal punto di vista del concetto di registrazione dal vivo.
4°: H6Studio per cui vale lo stesso discorso già proposto sopra per la versione essential e che differisce dall’H5Studio sostanzialmente per il numero di tracce registrabili e relativi canali mixer.
5°: F2, l’eccezione che conferma la regola secondo il moderno uso comune del detto. Alla serie ‘Handy Recorder’ progettata mirando tra l’altro al target dei privi di vista, va aggiunto quest’ultimo dispositivo per l’uso in campo in caso si debbano registrare interviste al volo et similia, minuscolo ‘giocattolo’ gestibile anche dai ciechi, atteso che il registratore in questione non abbia display e che di conseguenza i comandi dovranno venir usati praticamente giustappunto alla cieca, determinando la superiorità di gestione proprio in chi ob torto collo può ‘sfoggiare’ tal ‘peculiarità’.
Per provare i registratori sotto il focus è stato utile (ma non necessario) anche acquistare quasi tutti i relativi accessori, quando questi non erano già inclusi nei pacchetti di vendita (mancano i connettori bluetooth che risultano superflui per l’uso ordinario e la maggior parte degli adattatori a microfoni e telecamere, capsule microfoniche comunque comprate, tranne il WLM-1, microfono Lavalier stereo che ancora non viene commercializzato e che si dice costi attorno ai duecento e passa euro, ma che arriverà tra le grinfie di chi sperimenta non appena possibile) e la soddisfazione è stata davvero grande nel constatare che per una volta il danaro impiegato è stato ben speso. Tolto l’WLM-1 e quanto scartato, finora in Giappone sono andati millenovecentoquattro euro e settanta centesimi.
In conclusione e con la soddisfazione che ne deriva, si può tranquillamente affermare ancora una volta che chi fa politica non serve a niente se chi ha la condanna ad appartenere alla forzata sudditanza riesce ad emanciparsi, magari mediante piccoli contributi come questo che oggi è regalato a piene mani alla faccia di chi prova normalmente a campare sulle disgrazie altrui.
AVANTI, E’ DURA, MA NULLA FA PAURA!!!