Di Mario Ricca
(Foto), Di Marco Frosali E Prese Da Internet
Continuando il discorso di ieri, sei anni fa le narrative dominanti scatenarono misure draconiane; la mandria obbedì in silenzio. Pecore piegate senza fiatare accettarono restrizioni e poi crediti sociali. Oggi un focolaio di hantavirus su una nave da crociera partita dall’Argentina riporta in scena lo stesso copione: Esperti parlano di virus Andes capace di trasmissione interumana. Casi in aumento nel paese sudamericano. Allarme sui media, sorveglianza rafforzata. “Monitoriamo – dicono -, non è allarme, ma attenzione. Parole calibrate per insinuarsi; paura che penetra piano nelle menti del popolo bue.
Toni Servillo nel film ‘Viva la libertà’ ricordava che “la paura è la musica della democrazia”, melodia ipnotica che accompagna obbedienza collettiva mentre si stringono catene. Roditori, (che sulle navi vivono da sempre, letteratura e storia docent: ndr), aerosol da urine e feci, possibile mutazione: tutto suona familiare. Incubazione lunga, passeggeri sparsi, diagnosi molecolare; piani pandemici pronti. Storia già vista: non allarma, ma monitora. Frase perfetta per abituare al controllo. Virus raro eppure pronto a giustificare sorveglianza globale. In Argentina invece si registra un aumento di casi legato forse a cambiamenti climatici o semplicemente a maggiore attenzione. Nessun cataclisma, ma notizia pompata al momento giusto.
Chi scrive non è complottista della terra piatta, semplicemente possibilista. Strategie finalizzate a obiettivi precisi esistono. Chi vuole potere ricorre a mezzi discutibili senza scrupoli morali: realismo elementare. Personalmente non mi sorprenderei se l’intenzione di chi orchestra questo teatrino fosse anche mettere in difficoltà l’Argentina, da lì pare partita questa cosetta. Il socialismo dominante nutre paure verso Milei, il leader liberale sta smontando decenni di statalismo fallimentare. Tagli, uscita da organismi sovranazionali, difesa della libertà individuale, rischi di svelare il trucco. Popolo che apre gli occhi sul miraggio del controllo centralizzato. Un successo argentino dimostrerebbe che meno stato significa più prosperità, inaccettabile per chi vive di paure e dipendenze. Meglio un virus pronto all’uso: paura rinnovata, chiamate alla vigilanza. Crediti sanitari o sociali camuffati da protezione.
Stessa musica di sei anni fa: la mandria già conosce il ritornello.