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SCUOLA: Anche In Molise Si Ricomincia

Di Vittorio Venditti

Sempre Lo Stesso Piagnisteo, Non Cambia La Scarsità Di Resa

Si torna a scuola ed anche quest’anno per il Molise suona la campanella dopo che per un paio di settimane, come cura antistress da fine vacanza, è stato riproposto il sempreverde tema dell’aumento del costo dei libri e del materiale accessorio che poi è stato comunque acquistato con i relativi manuali (almeno i libri tranquillamente e soprattutto pressoché gratuitamente recuperabili dalla Rete se ci s’accontenta di bypassare anche le raccomandazioni non necessariamente ne solo scolastiche), tant’è vero che se c’è chi ha pensato ancora di farci cassa, si spera abbia avuta più d’una notizia di supporto in sostituzione per evitare la debacle in termini di visualizzazioni.

Sapienza, (Civetta Di Minerva O Atena)

Dunque si torna a scuola con sempre meno studenti ai banchi e sempre più insegnanti precari che tali resteranno probabilmente fino al pensionamento, posto che costoro arrivino a raggiungere tal traguardo. Si ricomincia con tal pantomima ed i relativi periodi d’occupazione autogestita che per la verità da queste parti poco hanno attecchito, atteso che qui le regole siano ben altre: ad esempio è stata moda (sarà cessata?) a Gambatesa applicare una Legge non scritta che prevede la differenziazione d’insegnamento da impartire, regola basata sul censo degli alunni e/o sulla simpatia dei docenti verso le famiglie degli scolari, metro che aiuta o distrugge, sempre che non vi sia chi s’accorge di tal squallore e reagisce perché pur non avendo mai esercitato ha però frequentate quelle scuole produttrici di precari, per cui avendo fatto tirocinio, conosce bene l’andazzo e lo ha schivato proficuamente. Si rimette piede in classi il più delle volte pericolanti e perciò pericolose da frequentare anche in questo caso finché non parte qualche denuncia autonoma e di conseguenza viene ristabilito un minimo di rispetto per bambini e ragazzi che da uno stato che li obbliga a studiare, ottengono l’insegnamento che quanto scritto volutamente in minuscolo è ovvio perché praticamente si sta parlando esclusivamente della parola di cui sopra come participio passato del verbo essere, quindi di ciò che pur sventolando bandiere e bandierine non è più.

Premesso tutto ciò, in bocca al lupo agli alunni e coraggio agli insegnanti ed ai bidelli (o come chiamano questi ultimi pomposamente oggi: personale ATA) perché anche quest’anno passi indenne. Poi per raggiungere il risultato di poter gestire seriamente il timone della propria vita si può sempre applicare la regola che deriva dall’aver studiato anche alla faccia di chi (in molteplici casi) ha provato a bloccare i capaci in nome della conservazione della casta, regalando a questi il risultato desiderato mediante il lasciare il Molise per studiare dove s’impara sul serio e magari non tornarvi più perché poi bisogna pur far carriera per poter dire tra cent’anni d’aver vissuta una vita non fallimentare e storicamente vantaggiosa.

Forza Ragazzi: Ce La Potete Fare!