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Capodanno 2016: La Santa Notte

Di Vittorio Venditti
(Foto), Di Salvatore Di Maria E Emilio Lanese

La Nostra Squadra

Il dubbio è sciolto: Poi la squadra l’abbiamo fatta, come la volevamo, secondo i canoni della vera tradizione e soprattutto per nostra sana soddisfazione.

Ma andiamo per ordine.

Auguri Di Fine Anno

Nei giorni scorsi, esprimendo la mia idea su ciò che riguarda la Tradizione per antonomasia di Gambatesa, fra l’altro ho criticata la cosiddetta “benedizione delle squadre”; oggi, visto che poi la storia è ormai scritta, riparto da quei momenti, facendoti vedere com’è stata benedetta la nostra, di squadra, da sacerdoti che noi riteniamo più professionali e soprattutto meno imbroglioni.

Giovedì pomeriggio infatti, mentre le pecorelle correvano all’ovile per le ultime istruzioni, noi, montonacci libertini, ci acquartieravamo presso il bar dei fratelli Leonardi, (cafter), anzi, ormai della figlia di Salvatore: Beatrice, ed Emilio, marito di questa, nonché nostro nuovo e valido amico, oltre a scattarci la prima ed unica sua foto presente oggi, ci offriva il primo degli innumerevoli brindisi, questo, come augurio per il nuovo anno, atteso che il locale in questione, di lì a poco avrebbe chiusi i battenti per riaprire solo il pomeriggio del primo, come ormai da tradizione. La foto che ti ho mostrata sopra, ci riprende unitamente ai “fedeli” presenti nel luogo di culto in quel momento.

Ricevuta la Benedizione, torniamo serenamente nelle nostre case per cenare o per fare il cenone di fine d’anno, come ha fatto Marco che per questo motivo ci ha ritardata l’uscita.

Ma chi sono stati i componenti della squadra?

Con me (cantore) e la mia fisarmonica, c’era Marco Frosali, (parasacc), Cantore e bidonista, Salvatore Di Maria, (cancell), fotografo e bottigliaro provetto, Donato Codianni, (sdanghin), Mario Di Renzo, (melosh) e Giuseppe Iacovelli, (zngarell), casinisti tout court. All’occorrenza, io e Marco ci permettevamo un accompagnamento con i nostri kazoo. Come da vera tradizione, la squadra non ha avuto un nome per la Santa Notte, ne un caposquadra, vista la stima che lega il gruppo, al di là di ogni stupida burocrazia.

Da Marco

Come Dio ha voluto, verso le undici di un San Silvestro sufficientemente noioso, ci siamo costituiti e dalla villa siamo partiti per muovere verso la nostra prima vittima, la Cantinella Vagabonda, posizionata poco più sopra. Lì, le prime due soddisfazioni: Senza marcette ufficiali di sorta e quasi senz’alcuna organizzazione, abbiamo iniziato a fare le maidunate al povero Marco D’Antonio, (a ciavl), intento a rassettare il suo posto di lavoro.

La Squadra Da Marco

Io e Marco (parasacc), alternativamente o quasi, sparavamo a zero sulla nostra vittima e quest’ultima sembrava soddisfatta della performance. A noi, ad un certo punto, si è unito Antonio Di Maria, (pucin), che ci ha onorati della sua presenza ed ha fatta la sua maidunata al buon Marco che nel frattempo ci preparava del vino per ringraziarci del disturbo che gli avevamo arrecato. Mentre succedeva tutto questo, dietro di noi, sparuti sèi all’avventura, si creava un capannello di gente piuttosto consistente che ascoltava quanto sentenziavamo al povero Marco. Ecco la prima soddisfazione: Alla fine della nostra performance, chiusa oviamente senza marcetta, un signore, (che poi ho scoperto provenire da Colletorto), nel farci i complimenti ci dice fra l’altro: “se la gente si ferma, vuol dire che la squadra piace”. Il proverbio dice che “chi si vanta è un burattino”, (Antonio Marino, ovvero Carlantino); io ho riportato quanto appena espettorato per dimostrare che le mie teorie su come dovrebbe tornare ad essere il nostro capodanno non sono proprio da scartare…

Basta come seconda soddisfazione personale?

La Casa Del Camperista

Salutati Marco e la sua “cantinella”, partiamo per andare a casa mia, ma sulla strada incontriamo la “casa del camperista”, una stanza data ai nostri ospiti abituali da chi gestisce la parte di festa che non condivido; Lì troviamo Giovanni Gallo, rappresentante dei camperisti per il Molise, il quale era in attesa di qualcuno che andasse ad onorare la loro presenza. Senza indugio ci fermiamo per salutarlo ed ovviamente per distruggerlo con i nostri strali. Lui, ben contento, inizia a darci informazioni basilari sui suoi compagni di viaggio che, proprio per questo, iniziano a venir immediatamente bersagliati.

Per la serie: Cotto, fritto, mangiato!

Franco Ed Io A Casa Del Camperista

Giovanni ci presenta un camperista calabrese, (Franco), munito di organetto, al quale non resta altro che provare l’ebrezza di suonare con una squadra scassata come la nostra. Lui si trova bene ed io lo invito a seguirci con chi vuol venire verso la prossima meta. Giovanni interrompe, dicendo che era quasi mezzanotte e loro preferivano restare a fare il brindisi programmato dalla manifestazione; così, io e la squadra, salutati i nostri amici, ci avviamo verso casa mia.

A Casa Mia

Era quasi mezzanotte e quindi decidiamo di fare il brindisi di buon anno da me, non prima di aver fatte le maidunate ai miei e di averne subite personalmente dal buon Marco.

Mia Madre Stappa Lo Spumante

Due minuti dopo la mezzanotte, (stavamo suonando e certo non ci saremmo fermati), parte il brindisi… e chiusa la porta di casa, io ed i miei amici iniziamo a mangiare qualcosa. Nel mentre, sentiamo che qualcuno, dal supportico, urla il mio nome. Apriamo la porta e ci troviamo di fronte una trentina di persone: Erano i camperisti che avevamo lasciati alla loro base, con in testa Giovanni e Franco con l’organetto.

La Cinghia Sonante

Anche loro si erano organizzati con qualcosa per suonare e per questo avevano poi accettato il mio invito ad unificarci.

Franco Ed Io In Casa Mia

Appena ritrovato Franco, attacchiamo una tarantella liberatoria ed i nostri nuovi compagni di squadra si seggono alla tavola per mangiare e conoscere i miei genitori.

Usciti di casa, lasciamo anche il centro storico suonando. Mentre suonavamo, io spiego a Franco tutta una serie di cose sulla nostra tradizione: come si suona il ritornello, cosa sono le maidunate, quali sono i trascorsi storici… insomma: suoniamo e parliamo amabilmente, come fossimo amici di vecchia data; avevo conosciuto Franco da mezz’ora, ma suonavamo così bene insieme che sembrava avessimo finito di concertare la sera prima.

La Lanterna Cinese

Arrivati in via Veneto, là dov’erano posizionati i camper, i nostri ospiti si fermano per offrirci a loro volta qualcosa e per guardare i fuochi pirotecnici che nel frattempo venivano avviati.

Le Mandorle... Atterrate

L’amicizia era ormai stretta e noi avevamo messo in pratica un proposito dell’associazione culturale “I Maitunat”, dire che si proponeva di invogliare gli ospiti forestieri a partecipare alle squadre di capodanno: Noi abbiamo inglobati i camperisti senza azioni culturali di sorta e soprattutto senza chiedere finanziamenti a chi che sia; li abbiamo semplicemente invitati a vivere con noi la nostra tradizione, facendolo in prima persona e senza sentirsi ospiti, ma nostri amici, cosa che loro hanno accettata di buon grado.

Terza soddisfazione?

Davanti Casa Di Pasquale Abiuso, (Pucin)

Detto ciò, ci siamo mossi per andare a disturbare il capogruppo d’opposizione al municipio di Gambatesa, quel Pasquale Abiuso, (pucin), che però non era in casa, ma al seguito della squadra dei figli: poco male, maidunate e tempo perso; sarà per la prossima volta!

Davanti Casa Di Nino Spallone

Superato l’insuccesso e dopo aver seguiti i maestosi fuochi d’artificio, organizzati da Antonio Di Maria, (u barber) ed eseguiti da Antonio Quinto, (triest), tutti a casa di Nino Spallone, dove abbiamo scaricata un’altra serie di Maidunate, unitamente ad amici che nel frattempo si erano associati: Ma non eravamo solo sèi?

Là poi, alle due antimeridiane scoccate, i nostri amici camperisti, dopo aver cantato, suonato, mangiato e bevuto con noi, come se da sempre fossero gambatesani, hanno deciso di congedarsi, lasciandoci con gioia e quasi a malincuore. Noi allora, ci siamo ricordati di Emilio del bar, a cui avevamo promesse le maidunate sotto casa. Lasciata la casa di Nino, rotta verso la prossima vittima, dove non abbiamo potuto scattare foto, in quanto l’ambiente non era dei migliori. Totore, ubriaco com’era, è riuscito a fare uno dei suoi video, ma lo caricherà sulla sua pagina fessbook, perché per me troppo pesante.

Alle due e mezza abbondanti, salutato Emilio, pensiamo di onorare casa parasacc, dove sicuramente Bruno Frosali, papà di Marco, attendeva, nonostante in casa ci fosse la piccola Giulia, figlia di Davide e nipote del mio compagno di squadra, che dormiva.

Antonella E I Pellicciai

A piazza Marconi, vale a dire mez’u carmnar, incontriamo una ragazza che c’implora di andare a fare qualche maidunata ai suoi amici, visibilmente ubriachi, ma sinceramente simpatici e sicuramente non molesti. Eravamo di strada e non ci siamo sottratti.

Totore E Antonella

Totore, ubriaco parimenti, ha tentato di provarci, facendo la solita figura del nulla: tutto nella norma.

Il Bottino Dei Pellicciai

I nostri nuovi ospiti avevano una riserva invidiabile di munizioni, ma erano stati in grado d’incontrare la squadra giusta: quella della C G Pelle, che ovviamente non ha disdegnato più di un brindisi propiziatorio.

Davanti Casa Di Marco

Come di prassi, anche in questo caso, chi abbiamo incontrato ci ha seguito ed è rimasto con noi. Abbiamo così avuto modo di scambiare due chiacchiere anche con quei ragazzi, provenienti in buona parte da Lucera (FG), e sicuramente contenti di aver passato il capodanno in paese.

Davanti Casa Del Principe

Verso le quattro meno un quarto, decidiamo di andare a disturbare quel nasone di Giuseppe Corvelli, (ciccon). Il Principe ed il suo naso, quella sera dovevano essere in casa, ma non abbiamo trovato nessuno perché, (saputo in seguito), il Nostro era rimasto al bar Pallons fino alle sèi del mattino e noi, quella parte di Gambatesa, non l’abbiamo proprio praticata.

Patito il secondo insuccesso, siamo ripartiti per andare a casa di Totore, dove il buon Donato aveva portata una riserva di munizioni simile a quella dei lucerini di cui sopra.

La Casa Dei Nomadi

Strada facendo però, Giuseppe (zngarell) non ha voluto esser da meno e ci ha fermati presso la sua automobile, per quel momento la sua casa,

Lo Spumante Schifoso

dove, con l’aiuto di Mario

Mario Stappa Lo Spumante

ci ha offerto da bere.

I Struppiati

Lì, mentre facevamo rifornimento, abbiamo visti arrivare i “Struppiati”, capitanati da Marco Scocca. La squadra si è fermata e ne è nata una teoria di maidunate a botta e risposta durata una quindicina di minuti, così, come accadde qui due anni fa, fermi praticamente allo stesso punto del paese.

Bottino Di Zingaro

Terminato il duello con Marco Scocca e chiusa la macchina di Giuseppe, mentre dirigevamo verso casa di Totore, ecco che il nostro “zingaro” di fiducia trova qualcosa che diventerà il suo strumento per quel resto di nottata.

Davanti Casa Di Totore

Davanti casa di Totore, la nostra squadretta, tornata nel frattempo allo stato originale, arriva ansimante ed assetata.

Sulle Scale

Sulle scale, mentre Totore entra e prepara, noi lo sistemiamo per le feste, stanti i fatti che sono scritti anche su queste pagine.

La Papagna Dello Zingaro

Entrati in casa, beviamo il bevibile ed alle cinque e mezza la stanchezza inizia a prendere il sopravvento. Là, dopo aver discusso di come era stata bella e divertente la nottata, alla faccia di quegli squadroni che quando li incontravamo ci zittivano con la loro potenza strumentale, mettiamo a punto il da farsi per il giorno che si stava preparando.

Ma di questo, riferirò domani!