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SANTA ROMANA CHIESA: Il Pastore Redarguisce Il Suo Gregge, Indossando I Paraocchi

Di Vittorio Venditti
(Collaborazione), Di Mario Ricca
(Foto), Di Rita D’Addona E Prese Da Internet Da Stefano Venditti

Ecco A Voi, LA MAFIA CHE NON SPARA!!!

Molise

Ricorderai che mercoledì scorso, per liberarmi ho espettorata un’analisi del voto in Molise che avevo confusamente farfugliata non appena saputo chi aveva vinta la tornata, vale a dire lunedì mattina, delirio che puoi rileggere cliccando qui. In un momento di calma apparente però, ecco l’improvvisa esplosione della Mina vagante che ti propongo corredata dal suo immancabile commento:

Il Vescovo Di Campobasso-Bojano Giancarlo Maria Bregantini

Elezioni Molise: mons. Bregantini (Campobasso), “hanno influito le vecchie logiche di amicizia, ma la dialettica sarà innovativa”, “Perché non dice chiaramente quello che pensa senza ipocrisie questo personaggio Che non posso definire come vorrei altrimenti rischio una querela? Evidentemente già aveva iniziato a creare i presupposti per le nuove connivenze facendo i conti senza l’oste”.

Quello che ho farneticato io lo puoi leggere cliccando il collegamento ipertestuale di cui sopra; quanto espresso da cotanta Autorità locale invece, va analizzato ed io provo a farlo, estrapolando le parole del presule dall’articolo che mi ha girato il buon Mario, anticipando che trovo in quel Dire una mafiosità nemmeno tanto nascosta.

1°: “Non c’è stata l’affluenza in cui credevamo. Ci si aspettava maggior forza dei Cinque Stelle, forse la realtà nazionale ha influito perché è diventata un monito al M5S ad essere concreto, a fare programmi più precisi. La Destra ha vinto perché aveva tantissimi partiti attorno, e quindi per motivi legati soprattutto ai legami familiari ha avuto la meglio”.

Gregge Sul Tratturo

Se davvero il voto molisano fosse foriero di un Ammonimento così Alto, allora ciò vorrebbe dire che il Molise non fa parte dell’Italia, terra di pecoroni masochisti che si calano le braghe di fronte al primo fesso che gli arriva in casa e lasciano a questo le redini del proprio destino; una tale supposizione, all’atto pratico risulta cosa lungi dalla più nera realtà, (vedi quanto scritto a proposito della questione “Alfie”); per il resto, ora: Chi spiega a quell’uomo che quando si va a votare, nella quasi totalità dei casi lo si fa per chi si ritiene vicino e ciò non solo nella “Vergine Molise”? Chi dice a questo pentastellato che la guida di quel “movimento” è d’altri e che anche in questa “regione”, (sembra strano, ma è così), c’è chi non vuol farsi pilotare mediante la crocchetta e queste persone sono parecchie, mentre qualche farabutto di quella risma ritiene che sia in queste condizioni solo chi farnetica da queste lerce pagine?

2°: “Mi aspettavo ci fosse un ricambio maggiore, sulle scelte probabilmente hanno influito le vecchie logiche di amicizia. È il limite di questa esperienza. Però al di là di questo aspetto, la dialettica penso che sarà molto innovativa, dobbiamo certo molto molto lavorare, insieme”. Qui il discorso si fa serio: Intanto, non capisco a che titolo dovrei votare per il mio nemico, atteso che quanto proposto in tema dal Vangelo che l’azienda rappresentata da chi è stato intervistato nell’articolo che stiamo analizzando, presenta ogni giorno che Dio comanda come “innovativo” nonostante si tratti sempre delle medesime raccomandazioni e che partendo proprio da chi veste l’abito talare, sia raro trovare gente che applichi una tal regola? Diversamente, di sicuro S. r. C. non avrebbe il patrimonio incalcolabile del quale dispone e che accresce sempre di più, approfittando proprio delle amicizie che ora sembra schifare, quando a fruirne sono altri che magari non vogliono suggerimenti di sorta per poter amministrare la “Cosa Pubblica” italiana e non appartenente ad uno Staterello che si arroga il diritto di comandare sugli italiettani che ancora ci stanno a farsi guidare! Detto ciò: Io ritengo che quest’ultimo virgolettato contenga una mafiosità non certo latente, ne indifferente.

Ma quest’uomo, a suo tempo non combatteva la Mafia?
Se sì, qual è la differenza fra l’agire di chi gli voleva fare la pelle e ciò che il vostro gestisce?

3°: “È un popolo sano, quello molisano, è forse la Regione con meno delinquenza e meno inquinamento in tutta Italia. Sono dati confortanti ma è una terra che dobbiamo rendere attrattiva”. Adesso sembrerò maleducato scendendo all’Inferno come Dante, ma devo ricordare a Sua Eccellenza che la “Vergine Molise”, in realtà è una zoccola più Capace di Teodora, moglie di Giustiniano, donna che almeno è riuscita con il vendersi a passare alla storia, a differenza di questo luogo che forse verrà ricordato per la sua non esistenza. La “Verginella” in questione, si distingue per il solo fatto che la dà senza ritegno al primo che glie la chiede, per altro in maniera gratuita, tanto da prefigurare che l’unica autostrada che realisticamente può esser presente in questa regione che esiste ormai solo sulla carta, sia quella vaginale, intesa nel senso più porco della parola. In Molise, da più di mezzo secolo, l’acqua della quale saremmo ricchi, per questioni che i cattolici chiamano “di solidarietà”, viene regalata a campani e pugliesi che se ci pagassero almeno la metà del valore di questo bene prezioso e se coloro che fino ad oggi hanno fatto politica sulle spalle dei molisani, con la complicità più o meno affiorante del clero locale, ci dessero la possibilità di ricostruire una rete idrica degna di tal nome e facessero in modo che l’acqua sprecata potesse venir dirottata a beneficio di chi non ce l’ha, senza costringere chi ne possiede ad aver sete, la cui cosa si ritorce fortemente su ogni attività, strozzata sul nascere anche da questa mancanza, molto probabilmente la puttana descritta sopra verrebbe seriamente rivalutata. L’inquinamento fisico e morale che il vostro vescovo fa finta di non vedere, è fra le ragioni che se tutto va bene non daranno mai a questo lembo di terra una sia pur minima possibilità di sviluppo: Chi può se ne va e sicuramente se non viene a risiedere da queste parti, è perché non ne ha bisogno, dal punto di vista fiscale, unica attrattiva reale per molti, che l’autorità che sto criticando si ostina a non vedere come delinquenti, quei malviventi che sotto forma d’impresari si sono installati in Molise con la complicità di tutta la classe dirigente, preti compresi, derubando del lavoro quelle poche insignificanti imprese locali che ancora si potevano considerare composte da esseri umani e non da schiavisti o lecchini, aiutati in merito da sottolecchini e ruffiani d’ogni genere che come da sempre in loco, campano spartendosi i frutti di quel poco di lavoro che si può notare, a colpi di tangenti e regalie da far schifo probabilmente anche a satana. Tutto ciò, per non tornare sulla questione “zuccherificio” o “Industria avicola” e sui danni fatti da chi ha sempre ritenuto che “Se il popolo ha problemi di sussistenza, la classe politica prospera”: Dov’era, chi oggi si erge a paladino della buona politica? Che differenza c’è, in termini d’occupazione ed emigrazione, fra quanto scrissi qui più di sèi anni fa a proposito di chi, molisano anche lui, si permise di venirci a prendere per i fondelli e l’attuale depressione, vero inferno creato anche con l’assordante silenzio, se non proprio con la complicità più becera di un clero che da queste parti ha sempre fatto, fa e purtroppo ancora farà il bello ed il cattivo tempo, soprattutto il cattivo?

Infine, la strategia per crescere: l’unitarietà. “Questo è il messaggio che noi lanciamo alla politica. E credo che su questo saremo capaci di tallonare chi ha vinto le elezioni, in maniera diretta, per stare accanto a loro e marcarli a vista”. In poche parole: “Finora abbiamo scherzato, ma d’ora innanzi si fa come diciamo noi preti”, perché come ho scritto nella mia farneticazione della quale mi sono liberato mercoledì scorso, non poteva accadere altro che quanto successo e ciò, non per colpa di chi ha provato ad inventarsi un cambiamento, (tale solo in teoria), ma perché l’immutabilità è propria di ciò che è e deve restare un monolite, a vantaggio dei soliti noti che magari cambiano anche nome di facciata, ma restano sempre gli stessi.

Questa, è la Mafia che non spara!