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Mario E Palmiro: Testimoni Controcorrente

Di Michele Petraroia

Frammenti di storia di Una Terra che non ama la memoria

Nastro Nero Per Necrologio

Le comunità di Cercemaggiore e di Gambatesa in questi giorni si sono strette ai familiari di Mario Felice e Palmiro Di Maria per condividere un ultimo saluto a dei testimoni d’impegno amministrativo, sociale, culturale e politico.

Mario condusse il Partito Repubblicano a vincere le elezioni comunali a Cercemaggiore nel 1975. Eletto Sindaco, continuò a guidare uno dei più importanti comuni del Molise fino al 2004, salvo la legislatura 1995-99 e parte di quella dal 1985 al 1990.

Aperto al dialogo, competente, pacato e tenace, Mario Felice, nonostante la maggioranza assoluta in Regione della DC che disponeva a propria discrezione ogni scelta, riuscì a radicare, organizzare e promuovere gli ideali mazziniani, azionisti e antifascisti di Ugo La Malfa e del PRI, innovando il rapporto coi cittadini e modernizzando le principali infrastrutture della comunità.

Palmiro si ritrovò con un nome scelto da suo padre Giuseppe (Baffone), un lavoratore e militante comunista che venne ingiustamente arrestato da Segretario della CGIL di Gambatesa per aver promosso uno sciopero. Giuseppe preferì emigrare come tanti, pur di non sottostare ai soprusi e rientrato in Paese lottò tutta la vita per i diritti e la dignità delle fasce popolari. Palmiro continuò a camminare sullo stesso sentiero assumendo importanti responsabilità politiche ed istituzionali in Provincia di Ravenna dove emigrarono diverse famiglie di Gambatesa dopo lo sciopero degli anni cinquanta. Custodì nel cuore il legame col proprio Paese ed intervenne in più occasioni per sostenere progetti di cooperazione e valorizzazione del territorio. Non lasciò mai la bandiera che gli aveva affidata suo padre e rientrato recentemente in Molise continuò con la passione ideale di sempre a impegnarsi nel PCI.

Difficile raccogliere in poche righe il vissuto di testimoni controcorrente che hanno segnato il proprio tempo, ma ricordare il loro esempio è un dovere civico per chi ama il Molise libero, solidale, tenace e antifascista.