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A COLPI DI TRUFFE: Fra Martin Lutero E Giacomo Il Minore

Di Vittorio Venditti
(Collaborazione), Di Mario Ricca
(Foto), Prese Da Internet

Ecco Perché E’ Meglio Andare All’Inferno

Cupolone

Fra le rubriche che lo scorso anno abbiamo tenute vive su quest’inutile sito, si è affermata quella del parlare di religione cattolica e della sua chiesa a nostro modo nel giorno a questa dedicato: La domenica. Riaprendo dunque anche questo farneticare, mi permetto di rientrarvi alla grande grazie a qualcosa d’insistentemente ascoltato in questi giorni e di confermato anche dal mio collaboratore e camerata Mario Ricca che, con un colpo magistrale di “fioretto”, così è intervenuto con una sua e-mail:

“Camerata, Se può essere utile per la tua rubrica domenicale ma soprattutto se la voce del popolo è la voce di Dio, ti comunico quanto si sussurra da qualche giorno. Pare che l’ArciVescovo della Diocesi Campobasso/Bojano, vada in giro per gli agri di propria competenza territoriale, a chiedere un “contributo” pari al 2% di quanto incassato dai comitati che organizzano le feste nei paesi. Se queste voci dovessero rispondere al vero, ritengo che il Prelato nella locride abbia imparato veramente bene l’arte del racket…
Alla luce di quanto appreso, in caso della veridicità della voce di Dio, mi domando: l’obiettivo delle organizzazioni diversamente lecite che volevano eliminare secondo le cronache Bregantini nella Locride, era quello di liberarsi di un oppositore o di un concorrente?”.

Sarà vero?

Acquisito questo contributo, passo a quanto in precedenza già sentito dalle mie orecchie pelose. Lo scorso ventitré di agosto infatti, approfittando della “Vacatio feste” gambatesana, come già scritto, io, Totore e Donato ci siamo recati a trovare il nostro amico Salvatore Nardacchione, (Fiscon), presso il bar Adamo di Tufara, per salutarlo e gustare i suoi ottimi gelati di fattura artigianale. Nel discutere del più e del meno, il nostro ospite mi ha riferito che in quei giorni stava sostando in paese il vescovo di Campobasso-Bojano, Sua Eccellenza Mons. Giancarlo Maria Bregantini, (normalmente chiamato Padre Giancarlo), ed io in questo fatto, di primo acchito, ho visto un bel gesto, tanto da esclamare che una cosa del genere a Gambatesa sarebbe potuta succedere solo dopo l’allontanamento dell’attuale parroco, pensiero che di lì al giorno dopo si è dimostrato quanto di più fantascientifico potesse partorire la mente umana.

Tornato a Gambatesa per chiudere la serata ed andare a dormire ed alzatomi la mattina successiva come se mi trovassi in una normale domenica, (già detto che a mio parere quel giorno nulla è successo), esco per recarmi nella mia chiesa di fiducia attuale, (il bar dei fratelli cafter), e lì, producendo chiacchiere da bar per l’appunto, mi lascio scappare ingenuamente quanto sentito la sera prima a Tufara, suscitando la perplessità degli astanti che, quasi all’unisono, hanno ribattuto con il sospetto che dietro a quell’ospitata ci fosse qualcosa d’altro.

Rientrato a casa per il pranzo, questa volta in forma più vigile, ho ripetuto quanto finora detto a chi pranzava con me ed in quel momento mi si è accesa la proverbiale “Lampadina”, atteso che mio fratello, con aria sufficiente, mi abbia risposto che “Anche a Monacilioni è andato il vescovo per tre giorni, ma qualcuno che si occupa delle feste ha detto che lui era là per chiedere il due per cento sull’incasso totale di ogni festa fatta, oltre ovviamente a quanto già la chiesa incassa per la parte religiosa delle feste stesse”.

Siccome, soprattutto quando mi trovo di fronte gente che considero nemica, cerco di approfondire le mie indagini per maltrattare questi nemici a dovere, non potendo fermarmi di fronte a tal “verità” che disprezza a pieno il vero capo della chiesa universale, quel Gesù Cristo più volte messo in croce da tutti noi, me per primo, ma soprattutto da coloro che dicono di detenerne il marchio registrato, mi sono attivato e, messi in campo gli agenti altamente professionali de “Il Segreto Di Pulcinella”, sono riuscito in maniera rocambolesca a sapere che la cosa è vera e che rientra in un piano ben più ampio, già attivato lo scorso trentun dicembre duemilatredici, quando ai microfoni di RAI tre Molise, il nostro arcivescovo ha esortati gli imminenti festaioli di capodanno, ad evitare di spendere centinaia di euro per divertirsi, devolvendo il danaro risparmiato alla locale chiesa per “opere di bene”. Visto poi che una mente malata come la mia, una volta avviata, risulta difficile fermarla, ne devi dedurre che quanto segue non poteva non venir pensato. Se è vero che Sua Eccellenza L’arcivescovo stia facendo la raccolta di cui sopra e se quanto ipotizzato dal buon Mario faccia parte di una verità che ci viene nascosta, risulta ovviamente comprensibile anche la ragione della battaglia che la curia campobassana sta facendo nei confronti dell’apertura domenicale dei supermercati: Non una questione di Fede maltrattata dunque, ma più verosimilmente la subdola volontà d dirottare il danaro nelle tasche delle pecorelle, da una mangiatoia all’altra.

Giulio Andreotti

Per dirla dunque con Padre Giulio, romano de Roma e mooooooolto vicino a Santa romana Chiesa, “In tutti i sensi”, (capisci a me), “A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca”, e noi siamo peccatori…

Tornando a bomba: Se è vero che durante il periodo della controriforma, susseguito alla riforma di Martin Lutero, riforma nata proprio per la vendita delle indulgenze, molto attiva, (si dice “solo”), in quel periodo, Santa romana Chiesa, travisando a dovere quanto dice Giacomo il Minore: “…Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta”, (cosa poi riproposta in maniera più chiara da Mons. Marcinkus con il suo perentorio dire: “(EN) « You can’t run the Church on Hail Marys » (IT) « Non si può governare la Chiesa con le Ave Maria » (The Observer, 25 maggio 1986)”) e se è legittimo arrivare al limite dell’abusare della credulità popolare se non della vera e propria truffa, chiedendo alla gente di rinunciare a divertirsi perché è peccato, dopo che la gente medesima ha lavorato, magari proprio per arrivare ad avere un momento di svago, considerato che fra il truffatore ed il truffato chi è colpevole è quest’ultimo e che ciò dà legittimità d’azione a chi in questi giorni e non solo, si auto delega a raccogliere il cosiddetto “sterco del diavolo” per gestirlo a proprio piacimento e senza rendere conto a nessuno di ciò, soprattutto al fisco, risulta allo stesso modo corretto considerare la cosa a parti invertite e quindi dar ragione a chi, da vero napoletano, ha giocato, se pur per poco, a far sentire colpita un’organizzazione multinazionale con sede in uno Stato che si regge sui nostri contributi, organizzazione che se pur per poco è bello poter vedere in affanno, mentre perde un po’ di ciò che a parole dice di disprezzare, ma che nei fatti cerca di togliere a chi guadagna legittimamente con ogni mezzo, quel danaro che Santa romana Chiesa esige avidamente, facendo credere a chi ancora vuol credere, di alleggerirne le tasche per il bene dell’anima del turlupinato, felice di venir turlupinato ma prontissimo qualche secondo dopo il risveglio dall’incantesimo a dare la colpa dei propri errori al Prossimo, che ingenuamente lo sta pure a sentire; quel danaro che è causa anche di quanto hai letto, non in una delle mie farneticazioni, ma in un articolo dell’addetta stampa della diocesi di Campobasso-Bojano, insomma, parlo dell’Articolo precedente a quanto sto espettorando: Che strana coincidenza!.

Si finge cappellano militare e chiede benedizioni a pagamento: ex sottufficiale napoletano truffa il Papa.
Commento di Mario:
“E’’ il caso di tornare a dire “truffe truffe Marescià”!”.
Commento mio:
Questo è l’unico napoletano fesso al quale però voglio bene. Ma come si fa a poter pensare di truffare chi con la truffa campa da duemila anni!
Proprio perciò: Bravo, Bravo mare scià!

Papa Francesco

Per chiudere dunque quest’omelia domenicale, (liberamente criticabile perché io non ho interessi da difendere ne voglia di relegare il mio Prossimo per trarne vantaggi altamente terreni), voglio dire a Papa Francesco, che un giorno sì e l’altro pure, ci esorta ad evitare di dire e fare chiacchiere, che forse le chiacchiere saranno tali, ma parlano di fatti che vanno comunque denunciati, senza timore di far peccato ed andare all’inferno, probabilmente il vero luogo della verità, luogo che se non avesse in sé questa Virtù, sarebbe già stato distrutto dal Creatore, impegnato a salvare dal male il proprio creato.

O NO?