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Febbraio 2021: Andamento Affitti In Italia

Di Angelo Buoscio

Qual è l’andamento degli affitti in Italia nel corso del mese di febbraio 2021? Prendere casa in fitto può essere una necessità momentanea o una scelta di lungo periodo. In entrambi i casi è necessario verificare i costi e l’andamento di questi nel corso dei mesi. Anche chi affitta un immobile può essere interessato all’eventuale aumento o diminuzione della media di prezzo sulla quale viaggiano i costi durante un mese specifico. Nel corso di febbraio 2021 ci sono alcune città italiane dove è possibile costatare un aumento dei prezzi per gli appartamenti di una grandezza media di 50 mq, mentre in altre città si è costatata una lieve diminuzione. Ma vediamo insieme nel dettaglio, le città che hanno visto un aumento di prezzo, quelle in cui invece il costo degli affitti è diminuito e le medie di tutte le regioni italiane nel corso del mese di febbraio 2021 grazie ai dati forniti da CaseinAffitto360.com.

Province dove i prezzi degli affitti sono aumentati – Ci sono diversi motivi che possono portare ad un aumento dei costi dell’affitto nel corso di un mese. Tra questi ci sono: aumento delle possibilità di lavoro, incremento delle attività produttive, maggior rilievo dal punto di vista turistico, miglioramento delle condizioni del mercato immobiliare locale.

Partendo dalle province del nord Italia si identifica un aumento percentuale del prezzo degli affitti nella provincia di Prato dove si è vista una crescita del 6,13% con una media di 329 euro per appartamento di 50 mq. Considerando sempre una soluzione immobiliare con una casa di 50 mq, tra le province del Nord che hanno visto un incremento dei costi ci sono anche la provincia di Mantova con un +3,72% e un prezzo medio di 390 euro; Pordenone con un +3,68% e un prezzo in media di 396 euro; Savona con una media di 396 euro e un aumento del +3,66%.

Nel centro Italia invece si vede un aumento dei prezzi nella provincia di Ravenna (+5,23% con una media di 410 euro) e Teramo (5,00% e un costo medio di 315 euro). Infine, nel Sud Italia le province interessate sono quella di Napoli con un incremento del 5,13% e un prezzo medio di 502 euro e Benevento con un prezzo medio di 315 euro e un aumento percentuale del 5,00%.

Riduzione dei costi degli affitti: le province più colpite – Nel corso dei mesi è possibile denotare non solo un incremento degli affitti, ma anche una riduzione dei costi. Questo sovviene quando il mercato immobiliare è flebile, le richieste per una casa in fitto diminuiscono oppure quando sono presenti molti immobili sfitti e quindi c’è una maggior concorrenza che corrisponde anche a una minor richiesta di case in fitto. Le province che durante il mese di febbraio 2021 hanno visto una diminuzione dei costi, considerando degli appartamenti con una metratura di 50 mq sono diverse e localizzate sia al Nord Italia sia al Sud.

Le principali province del Nord Italia con un ribasso dei prezzi dell’affitto sono Belluno con una diminuzione percentuale del -4,79% e pari a 338 euro; Bolzano con una diminuzione del -3,33% e un prezzo di 468 euro; Vercelli con una riduzione percentuale del -3,41% e un prezzo di 283 euro.

Le province con una maggiore diminuzione di prezzo nel centro Italia invece sono: Isernia con una percentuale del -4,63% e un prezzo medio di 247 euro; Macerata che segna per febbraio un -3,33% e vede un prezzo medio scendere a 348 euro.

Infine, per il sud Italia tra le province interessate da un trend in discesa ci sono quella di Caltanissetta che segna un -5,33% e vede un prezzo medio di 231 euro; Ragusa con un -3,86% e un prezzo di 274 euro; Enna con un -4,76% e un prezzo di 220 euro, infine c’è Crotone con un -3,28% e un prezzo medio di 295 euro.

Andamento dei prezzi degli affitti nelle regioni Italiane a febbraio 2021 – L’andamento dei prezzi per gli affitti sul lungo periodo a febbraio 2021 vede delle percentuali differenti per le varie regioni italiane. Insomma, ci sono tanti fattori da considerare quando si fa una media mensile sull’andamento dei costi dell’affitto. Possiamo comunque costatare come le regioni del Sud e del centro Italia presentino prezzi mediamente più bassi per un periodo di tempo prolungato.
Cosa che invece potrebbe cambiare guardando ai fitti stagionali, specie nelle zone d’Italia che si affacciano sul mare o quelle che si trovano vicino a mete turistiche invernali importanti, dove i costi delle case per le vacanze e degli affitti per il breve periodo sono molto più alti, rispetto alla media dei fitti sul lungo periodo.

Nell’ambito degli affitti su lungo periodo per il mese di febbraio 2021, considerando un appartamento di una grandezza media di 50 mq, possiamo costatare come nelle regioni del Nord ci sia stata una leggera diminuzione dei prezzi in regioni come la Lombardia, con un -0,15% e un prezzo medio di 672 euro al mese, e in Valle d’Aosta con una diminuzione percentuale del -3,66% e un costo medio di 369 euro, infine percentuale negativa anche per la Toscana che segna una discesa del -1,72% e un prezzo medio di 454 euro.

Nel centro Italia solo il Lazio vede una diminuzione dei prezzi dello 0,71% e un prezzo medio di 561 euro.

Al Sud il segno in negativo colpisce solo la Calabria con un -0,36% e un fitto mensile in media pari a 274 euro.

Tutte le altre regioni italiane invece hanno segnato un incremento del prezzo degli affitti per il mese di febbraio. Tra quelle che hanno visto una variazione positiva con un impatto maggiore troviamo la Sardegna con un +3,67% e prezzo medio di 424 euro; l’Emilia Romagna con un +2,20% e un costo di 372 euro in media; Il Friuli Venezia Giulia con un +2,02% e un prezzo di 353 euro. Infine, troviamo la Sicilia con un incremento del 2,48% e un costo medio di 372 euro ed il Trentino Alto Adige che stabilisce a febbraio un +1,38% e un prezzo di 516 euro.

Per chiudere, ci sono le regioni dove si è visto solo un leggero incremento dei prezzi degli affitti, queste sono: Basilicata (+0,29% – 345 euro); Campania (+0,34% – 299 euro); Liguria ( +0,26% – 381 euro); Marche ( +0,79% – 383 euro); Molise ( +0,31% – 323 euro); Piemonte ( +1,19% – 426 euro); Puglia (+0,72% – 418 euro); Umbria ( +0,32% – 315 euro); Veneto (+1,51% – 337 euro).

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