A Che Serve Il Diritto Se Non E’ Condiviso?
6 Febbraio 2026
FUTSAL, A2 ELITE. Cln Cus Molise: 2a Trasferta Consecutiva A Melilli. Joaozinho: “Gara Da Vincere”
6 Febbraio 2026
Mostra tutto

Orlando Ha Firmato A Sua Insaputa Come Fosse Uno Scajola Qualunque?

Di Mario Ricca

Povero Andrea Orlando, vittima innocente di un complotto burocratico che lo ha costretto a firmare documenti senza nemmeno dar loro un’occhiata fugace. Come si fa a pretendere che con tutte quelle carte che gli passano sotto mano ogni santo giorno, il vostro eroe presti attenzione a tutto ciò cui appone la sua preziosa firma? In fondo si tratta solo di un ministro della Repubblica anche se di una Repubblica delle banane dove le penne volano più veloci del buonsenso.

Andrea Orlando

Ora eccolo lì a tuonare contro l’attuale governo per un accordo con gli Stati Uniti sull’ICE, come se fosse una novità scandalosa piovuta dal cielo trumpiano. Peccato che quella ratifica del 2014, sotto l’esecutivo Renzi, porti proprio la sua firma da ministro della Giustizia, un autografo che oggi gli rimbalza in faccia come un boomerang malevolo.

Matteo Renzi, del 6 dicembre 2014

Ma andiamo con ordine perché il disgusto qui è palpabile, un misto di ipocrisia e amnesia selettiva che fa venire i brividi. Orlando ha firmata la ratifica di un accordo sottoscritto originariamente nel 2009, quando al governo c’era il centro-destra, quei cattivoni che ora vengono usati come capro espiatorio per coprire le figuracce. Evidentemente, il nostro paladino della sinistra ha apposto il sigillo sulla fiducia, senza disturbarsi a leggere le clausole che permettono a esperti americani di scambiare informazioni anti-terrorismo, ma senza un briciolo di potere operativo sul suolo italiano. Che ingenuità commovente, vero? Firma qui, firma là e chi se ne importa se poi ti ritrovi a criticare te stesso anni dopo. Quei contestatori che ora lo accusano di incoerenza? Massa di ingrati, non apprezzano il genio multitasking di un uomo che firma trattati internazionali come se fossero scontrini del supermercato.

Intanto, mentre Orlando pontifica su quanto sia “non opportuno” collaborare con corpi “non compatibili con la nostra cultura costituzionale”, dimentica che è stato proprio lui a inaugurare la festa. Nessun agente ICE a pattugliare le strade di Milano-Cortina come nei film hollywoodiani, solo referenti per banche dati americane, un supporto innocuo che non tocca nemmeno i nostri archivi. Ma no, meglio gridare allo scandalo, organizzare presidi e fingere indignazione per un protocollo che lui stesso ha benedetto.

Che spettacolo patetico, un politico che si morde la coda e poi accusa il cane del vicino. Se questo è il livello della sinistra, forse è ora di passare alle banane vere, almeno quelle non firmano accordi a tradimento.