Di Marco Monetini
C’era una volta un regime del ‘fare’… dove il ‘fare’, purtroppo per noi, s’è ridotto per quattro lunghi anni alla spartizione di poltrone per parenti, amici e soci di circolo. Quando ti rendi conto di non aver combinato nulla per agricoltori, tassisti, camionisti e cittadini comuni sommersi dalla crisi, cosa ti rimane da fare? Semplice: rispolveri il vecchio manuale del capro espiatorio, ti assicuri che la gran parte dei giornali di corte e dei telegiornali sia sintonizzata e lanci la ‘fase 2.0’ del manganello d’ordinanza.
Il problema dei regimi moderni è che non usano più l’olio di ricino in piazza; preferiscono sbattere il “mostro” in prima pagina, strillando ai quattro venti con i caratteri cubitali della paura.
L’operazione ‘Lee Harvey Oswald di Quartiere’. – La macchina della propaganda si era mossa impeccabile. Youssef Siher — italiano al cento per cento, ma col nome giusto per far rizzare i peli sulle braccia alla casalinga spaventata — è stato ribattezzato in quattro e quattr’otto: ‘L’ayatollah dei maranza’, ‘l’ideologo eversore’, il grande burattinaio di ogni disordine della Penisola. Mancava solo che gli accreditassero il delitto Kennedy o il furto della Gioconda. “Eccolo! È lui la causa di tutto!”, hanno gridato in coro dal Palazzo. “Non siamo noi che non sappiamo governare, è lui lo ‘straniero’ che fomenta l’odio!”.
In un impeto di nostalgia storica stile 1963, mancava solo il colpo di scena all’americana. Ma, per fortuna della democrazia (e del povero Youssef), in Italia esistono ancora due cose: pochissimi, tenaci liberi pensatori e soprattutto dei giudici che sanno leggere le carte.
Risate al Tribunale del Riesame: Molière Manda i Saluti. – Per giorni è girata la voce tra gli addetti ai lavori: “Ragazzi, aspettate che arrivino i giudici veri e ci faremo delle grasse risate”. Infatti… “Taaaaaaaac!”, avrebbe chiosato il buon Renato Pozzetto.
Il Tribunale del Riesame ha prese in mano le carte investigative inviate per far tremare la Repubblica, carte che avrebbero dovuto incastrare il ‘pericoloso eversore’ e che in realtà descrivevano solo un ragazzo che tentava d’organizzare manifestazioni giovanili per protestare contro il caro vita e la crisi. Risultato? Dopo quattro, otto, dodici risate di gusto davanti a cotanto impianto accusatorio, la magistratura ha semplicemente rispedito a casa il ragazzo, lasciando la propaganda con un palmo di naso.
L’operazione sicurezza s’è trasformata, in un secondo, in una commedia dell’assurdo degna del miglior Molière.
E Adesso? Cara Presidente e cari ministri dell’Interno, si può dire ufficialmente che questa volta il passo falso è stato gigantesco. Avete pestato un granchio di dimensioni epiche.
Come direbbe una nota vlogger del web con quella sua genuina schiettezza: e adesso sai come fai? T’Attacchi e tiri forte!
Le tecniche della paura si sono esaurite, le copertine dei giornali contigui sono evaporate e le favole per spaventare i creduloni non funzionano più. Da domani mattina, cari occupanti dei palazzi del potere, le opzioni rimaste sono davvero poche. Potreste sempre scendere in piazza a tirare le brioches al popolo per calmarlo… sperando solo che non vi restituiscano le croste ammuffite!