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FUTSAL, A2 ELITE. A Tu Per Tu Con Stefano Mammarella: Sulmona E Non Solo

Di Stefano Saliola

“La gara di Campobasso sarà d’alto livello. Ai giovani: servono pazienza e sacrificio per emergere”

CLN CUS MOLISE

Del Sulmona che arriverà sabato al Palaunimol per una sfida di alta classifica contro il Cln Cus Molise, Stefano Mammarella è sicuramente l’uomo simbolo, il pilastro di una rosa che è il giusto mix tra giovani ed esperti.

Portiere che ha esperienza da vendere, grandi qualità tecniche e umane, uomo spogliatoi e riferimento per i giovani. Per lui parlano i trofei messi in bacheca e le gare giocate in campo nazionale ed internazionale. 123 presenze e 3 reti con la nazionale italiana con cui ha vinto l’Europeo in Belgio nel 2014; premio Futsal Awards (Miglior portiere del mondo): vinto per tre volte (2011, 2012, 2014); guanto d’oro del Mondiale 2012. Per lui anche due scudetti nel 2009-2010 e nel 2017-18. Una Uefa Futsal Cup e diversi altri trofei. Basta questo per comprendere lo spessore tecnico di Mammarella che ha deciso di scrivere un’altra pagina della sua grande carriera a Sulmona in serie A2 élite.

Lo spessore umano ricalca quello sportivo. Disponibilità, cortesia e umiltà sono solo alcune delle qualità che emergono subito e si comprende come il numero uno ha ancora tanto da dare al mondo del futsal e non solo.

Stefano Mammarella

“Dimmi pure, sto andando a fare allenamento”. La chiacchierata parte così e si capisce subito che dall’altra parte del telefono c’è una persona che ha tanto da poter raccontare. Il tempo, purtroppo, non è molto e allora parte l’intervista.

Come mai hai scelto di scendere in serie A2 élite dopo tanti anni di serie A e di giocare a Sulmona?
“Negli ultimi tre anni sono stato fuori mentre la mia famiglia era a Cepagatti. Desideravo riavvicinarmi a casa. C’è stata la possibilità di giocare a Sulmona anche grazie alla presenza di mister Antonio Ricci che mi ha voluto fortemente e sono stato ben contento di accettare una nuova sfida in una categoria d’alto livello come è la serie A2 élite attuale”.

A proposito, cosa pensi di questa categoria?
“E’ un campionato che assomiglia tanto alla serie A. Ci sono giocatori di grandissima qualità con squadre e società ben strutturate.”.

Cln Cus Molise-Sulmona, sarà big match al Palaunimol.
“S’incontreranno due belle squadre. Nel corso degli anni, soprattutto in casa, il Cus ha giocate sempre delle grandi partite mettendo in difficoltà qualsiasi avversaria, ha in rosa giocatori di spessore come Lolo Suazo, Jefferson e Achilli e tanti altri elementi validi. Anche noi abbiamo qualità. Sarà una sfida interessante, bella per chi verrà a vederla”.

Dove potrà arrivare il Sulmona di Stefano Mammarella?
“Prima di tutto pensiamo alla salvezza e poi vediamo. Gli obiettivi sono due: prima la coppa Italia e poi i playoff. Non ci nascondiamo, ma bisogna pensare ad una partita alla volta”.

Cosa porti a Sulmona dall’alto della tua esperienza?
“La voglia di lavorare e scendere in campo con grande determinazione per fare sempre il meglio possibile. Se ci s’allena due ore bisogna essere concentrati e sul pezzo per tutta la seduta senza distrazioni. La stessa cosa vale per le gare ufficiali”.

L’avvio di campionato per voi è stato positivo.
“Sì, l’avvio è stato abbastanza positivo. Poi ci sono stati due stop consecutivi con Canicattì e Formia, gare nelle quali ci è mancato un po’ di temperamento. Ma proprio per la qualità del campionato ci può stare. Ora dobbiamo ripartire”.

Difficile fare pronostici oggi, ma che idea ti sei fatto del girone B di serie A2 élite? Quale è la favorita?
“Sicuramente il Cosenza è una squadra attrezzata anche per la serie A. Nel complesso il campionato è d’alto livello, tutte le partite sono difficili e non esistono risultati scontati”.

Il futsal nel corso degli anni è cambiato. Sei d’accordo?
“Assolutamente d’accordo. E’ uno sport più fisico rispetto a qualche anno fa. Prima era più tecnico, i giocatori potevano anche camminare in campo e far valere la loro intelligenza tattica. Oggi il fisico prevale e si andrà sempre più in questa direzione”.

Stefano Mammarella Para

Anche il ruolo del portiere è cambiato. Oggi l’estremo difensore gioca molto con i piedi.
“E’ vero. Da quando sono venuti in Italia portieri brasiliani e stranieri, per rompere le difese avversarie ci s’affida molto al portiere come quinto di movimento”.

Ai giovani quali insegnamenti e quali consigli dai durante gli allenamenti?
“Prima di tutto dico che abbiamo ancora tanto da imparare noi vecchi. I giovani devono lavorare sodo e sudare, sacrificarsi e dare sempre il meglio. In allenamento e in partita aspettando il loro momento perché arriverà”.

Parola di Stefano Mammarella.