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FOIBE

Di Vittorio Venditti
(Audio), Presi Dall’Archivio Storico E Dai Dischi Di Vittorio Venditti
(Foto), Prese Da Internet Da Collaboratori Vari

Ovvero: L’Applicazione Comunista Dell’Omertà

Non Sembri Di Finire In Una Foiba: Prego, Leggere Nota E Domanda In Basso. – Ecco un’altra giornata che dà la possibilità di ripetere sempre le medesime ‘chiacchiere di facciata’ che non sono mai servite e che alla luce dei moderni accadimenti continuano a non essere utili a chi che sia.

Foiba Di Obrovo

Il dieci febbraio è dedicato al ricordo di coloro che nella maggior parte dei casi, pur non avendo fatto nulla a nessuno, hanno trovata la morte perché il solito ‘gattopardo’ ha preteso pegno e perciò, tutto stava cambiando, a condizione imprescindibile del fatto che ogni cosa restasse immutata.

Gabriele D’Annunzio

C’era però da rideterminare la memoria storica che per una buona trentina d’anni aveva vista la campana di San Giusto come simbolo di vittoria dell’Italia sull’impero asburgico e più generalmente sul potere che prima della grande guerra aveva gestita l’Europa, per cui, dovendo ridurre il ‘rotto stivale’ al suo rango che non doveva,

Benito Mussolini

come non deve venir modificato per i capricci di pochi ‘arditi’, persino i cosiddetti ‘fratelli liberatori’, fregandosene di chi doveva ricevere il loro ‘servizio’, sono arrivati in ritardo quanto basta a che si determinasse la situazione oggi oggetto di ‘ricordo’.

Friuli Venezia Giulia

Lunga sarebbe la disamina dei fatti e delle complicità che hanno restituito lo scenario che oggi viene riproposto per riempire giornali e contenitori simili, ma farlo con poca cognizione di causa, (derivante quest’ultima proprio dal non dover parlare del periodo sotto il focus, ‘ordine’ pseudo-mafioso che ha obbligati al silenzio coloro che invece avrebbero voluto gridare ai quattro venti il dubbio di base che ha gestita per più di mezzo secolo la questione), riprendere quei due anni orrendi per il nord-est dell’Italia, senza dimenticare quanto accaduto ai profughi giuliano-dalmati a seguire durante la fine degli anni quaranta e l’inizio del decennio successivo, appartenenti al cosiddetto ‘secolo lungo e breve’, per quella gente sarebbe un oltraggio ancora più grave.

Rai

E’ per questa ragione che di seguito viene riproposta una trasmissione irradiata da RAI radio Uno che nel lontano duemilaotto ha affrontato in maniera magistrale il tema, sperando che la stessa venga attentamente riascoltata e soprattutto che il messaggio che in quel poco più di mezz’ora è stato lanciato, almeno per oggi, venga recepito e chissà, magari tenuto in mente.

sbarco

Nei Corsi E Ricorsi Della Storia.

N. B.: Nella seconda parte della trasmissione di cui sopra (irradiata nel duemilaotto) si parla dei ‘profughi di Gaza’. C’è chi non ‘ricorda’… Ricordo ‘diverso’! ‘Oblio’ già appena fuori dai lager…

Domanda: Giornata Del Ricordo… MA DE CHE! Cos’E’ Cambiato Dall’Anno Scorso?