FUTSAL, A2 ELITE. Cln Cus Molise Battuto Dalla Lazio Al Palatorrino
31 Gennaio 2026
FUTSAL, C2 MOLISE CUP. Polisportiva Gambatesa: RINVIATA AD OGGI
1 Febbraio 2026
Mostra tutto

Che Schifo Di Paese

Di Mario Ricca
(Sottotitoli), Di Vittorio Venditti

Riccardo Parteciperà All’Apertura Delle Olimpiadi: ‘GRASSA’ Consolazione!
Ripristinata La Tariffa Trasporti A Due Euro E Cinquanta Per I Residenti: Derubati A Che Titolo?

Questa Storia Agghiacciante Sarebbe Da Barile Raschiato

In un’Italia che si prepara a ospitare le Olimpiadi invernali, con le valli del Cadore imbiancate da una nevicata epica, emerge un episodio che gela il sangue più del termometro a meno tre gradi: un bambino di undici anni, uscito da scuola, sale sull’autobus della linea 30 Calalzo-Cortina per tornare a casa a Vodo di Cadore. Ha con sé un carnet di biglietti da 2,50 euro, quello usato per tutto l’anno scolastico. L’autista lo blocca: la tariffa olimpica è ora fissa a 10 euro, valida per tutti, residenti inclusi, acquistabile solo tramite app o bancomat. Il ragazzino non ha i soldi né il modo per pagare la differenza. Risultato: scende, e via a piedi per oltre sei chilometri su una pista ciclabile gelata e poi lungo la statale trafficata, con la neve che cade fitta, il buio che cala e le labbra che diventano viola. Arriva a casa dopo un’ora e mezza, zuppo, incapace di parlare, con il corpo a 35 gradi di febbre per lo shock termico.

centesimo

Questo non è un semplice disguido burocratico: è un atto di ottusità criminale. L’autista, invece di usare un briciolo di buon senso, (staccare quattro biglietti dal carnet del piccolo per coprire i 10 euro
o farlo salire e poi farsi rimborsare dai genitori o almeno accompagnarlo alla fermata più vicina per chiamare aiuto), lo abbandona al gelo come un pacco indesiderato. Un undicenne, solo, con due zaini sulle spalle, in una tormenta, su una strada pericolosa. Dove sta scritto che il rispetto ferreo di una tariffa improvvisata valga più della vita di un minore? Quest’autista meriterebbe non una multa o una sospensione, ma una punizione esemplare: chiuso in una cella frigorifera fino a provare sulla propria pelle cosa significhi la disidratazione da freddo, l’ipotermia che congela le vene, il terrore di non farcela. Solo così forse capirebbe il peso di quel “mi dispiace ragazzino, devi scendere”.

Non scarichiamo tutto sull’uomo al volante: la vera vergogna è la misura in sé, questa tariffa olimpica che quadruplica il costo per chi vive lì, per chi va a scuola, per chi deve spostarsi per necessità quotidiana, come se l’autobus fosse un lusso da turisti sponsorizzati invece che un servizio essenziale. Le Olimpiadi dovrebbero portare orgoglio e infrastrutture, non trasformare i residenti in ostaggi di tariffe assurde, costringendo un bambino a rischiare la salute per un biglietto non aggiornato. La famiglia ha sporto denuncia per abbandono di minore, la Procura indaga, l’autista è stato sospeso: bene, ma non basta. Serve un’indagine profonda su chi ha deciso di applicare questa regola senza prevedere eccezioni per studenti, senza informare adeguatamente, senza pensare alle conseguenze umane.

L’umanità, in questa storia, risulta dispersa sotto la neve, forse ancora a camminare da sola. Mentre il Paese si riempie la bocca di “grande evento”, “accoglienza”, “sostenibilità”, un undicenne impara a sue spese che qui l’unica cosa che conta davvero è il biglietto da 10 euro.

Che Schifo Di Paese.