Di Cesare Scalabrino
COLDIRETTI MOLISE ESPRIME SODDISFAZIONE E DOPO LA MOBILITAZIONE DEL 29 OTTOBRE CHIEDE D’ACCELERARE SULLA LEGGE REGIONALE PER LE AREE IDONEE
Ci sono anche alcuni impianti d’energia rinnovabili da realizzare in Molise tra i sedici progetti che lo scorso 28 ottobre sono stati bocciati dal Consiglio dei Ministri, per oltre 890 Megawatt, tra eolico, fotovoltaico e agri-voltaico. In generale il Paese ha la necessità d’incrementare gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, ma non a qualunque costo. Se ad esempio si guardano nel dettaglio i contenuti dei progetti in questione e le motivazioni del mancato rilascio della valutazione d’impatto ambientale, si comprende come il Governo abbia valutati davvero con grande rigore tutti gli interessi in campo, ritenendo in questi casi che la valutazione comparata degli interessi pubblici coinvolti indicava chiaramente la necessità oggettiva di garantire la prevalenza della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale e rurale, rispetto all’esigenza d’incrementare la generazione di energia da fonti rinnovabili.
I progetti per il Molise che non hanno superato la valutazione del Governo sono due parchi eolici, uno da 78 MW ed uno da 54 MW (entrambi tra Serracapriola, nel foggiano e Rotello, in provincia di Campobasso) ed un impianto agri-voltaico, denominato “Colle Carbone”, da 10,1 MW nel comune di Larino.
Una sostanziale battuta d’arresto, confidiamo definitiva, per dare un segnale forte e concreto alle multinazionali delle rinnovabili che non possono pensare di continuare a fare affari sulla pelle degli agricoltori e più in generale dei cittadini del Molise.
A più riprese, Coldiretti Molise ha manifestata l’esigenza che vada fermato l’allarmante e dilagante “abusivismo energetico” che mette a rischio i territori in generale e l’agricoltura in particolare in primo luogo attraverso un’attenta concertazione territoriale.
“Bisogna affrontare con senso di responsabilità il nodo della mancata individuazione delle aree idonee all’installazione d’impianti a fonti rinnovabili – ha nuovamente ribadito il Presidente di Coldiretti Molise Claudio Papa –. Una serie disordinata di iniziative avviate da fondi d’investimento speculativi per quanto riguarda la localizzazione d’impianti di grandi dimensioni sta generando un caos decisionale che deriva dall’assenza di regole di governo del territorio. Peraltro, stando agli ultimi dati dell’Eurispes, il Molise non solo produce circa il doppio dell’energia che in regione si consuma, senza che ciò comporti alcun vantaggio per le aziende ed i cittadini molisani che pagano tra le tariffe più alte, ad esempio, per l’energia necessaria al trasporto ed alla distribuzione dell’acqua, ma oggi in Molise, parte di quanto prodotto da rinnovabili va dispersa perché la capacità d’accumulo e trasporto dell’energia è già satura da tempo. Infatti il collo di bottiglia infrastrutturale legato alla saturazione della rete di trasporto e alla carenza di sistemi d’accumulo è uno dei problemi più critici per lo sviluppo delle energie rinnovabili dell’intero Sud Italia, incluso il Molise e quando la rete elettrica locale non riesce ad assorbire o a trasportare l’energia prodotta dagli impianti eolici o fotovoltaici verso i centri di consumo, spesso situati nelle regioni del Nord Italia, il gestore della rete nazionale si vede costretto a tagliare la produzione. Questo fenomeno genera una vera e propria dispersione d’energia pulita che pur potendo essere generata, viene di fatto sprecata. Dunque, oltre al danno del consumo di suolo agricolo anche la beffa”.
“La Coldiretti sostiene da anni un modello di transizione energetica che vede le imprese agricole protagoniste attraverso i progetti dell’agri-solare sui tetti, dell’agri-voltaico avanzato e gli impianti a biogas che consentono di integrare il reddito degli agricoltori con la produzione energetica rinnovabile – ha aggiunto il Vicepresidente di Coldiretti Molise Adamo Spagnoletti –, ma anche ricorrendo a strumenti innovativi come le comunità energetiche che consentono ricadute reali dei benefici delle rinnovabili su tutti i cittadini”.
“Il 28 ottobre il Governo ha dato un segnale forte ed inequivocabile – ha concluso il Direttore regionale di Coldiretti Molise Franco Dell’Acqua – ma il tempo dell’attesa è finito. In Consiglio regionale abbiamo depositata da tempo una proposta di legge per l’individuazione delle aree idonee ai nuovi impianti che serve da un lato a scongiurare il proliferare della miriade di richieste di autorizzazioni per la realizzazione d’impianti eolici o fotovoltaici su terreni agricoli, dall’altro per garantire concretamente e definitivamente la preservazione e la tutela dell’agricoltura e di conseguenza, il diritto degli agricoltori a poter produrre cibo”.