Di Giovanni Carugno
La Galleria Gino Marotta – Aratro dell’Università degli Studi del Molise apre la stagione espositiva 2026-2027 (da domani al 17 gennaio) con ‘Chiane chiane’, mostra che riunisce le opere di Paolo Borrelli e Fausto Colavecchia, due artisti molisani attivi da anni sia nella ricerca visiva sia come organizzatori e curatori d’importanti progetti d’arte contemporanea a livello internazionale. Il percorso espositivo presenta opere fotografiche, video, sculture e installazioni, pitture e collage che restituiscono la qualità multiforme del lavoro dei due artisti.
‘Chiane chiane’ si presenta come una mostra al presente che attraverso una molteplicità di linguaggi, esplora territori liberi e capaci di forzare intenzionalmente costruzioni semantiche consolidate. Con modalità e strumenti differenti, i due artisti perseguono obiettivi spesso affini che generano vere e proprie «collisioni di senso».
I lavori, declinati secondo registri anche molto distanti tra loro, indagano la possibilità di proiettare l’immagine in territori sconosciuti attraverso la manipolazione iconografica.
Così, la mostra si configura come un dialogo tra due ricerche autonome che pur muovendosi da presupposti diversi, condividono un’attitudine critica nei confronti delle convenzioni della rappresentazione e un’attenzione costante per la natura mobile e instabile dell’immagine contemporanea. Attraverso i linguaggi delle arti visive, Borrelli e Colavecchia giungono a una riflessione densa e strutturata su molte questioni stringenti della nostra storia, del nostro presente e del nostro futuro, con quella forza d’interpretazione e d’approfondimento che appartiene soltanto all’espressione artistica.
Il titolo, espressione dialettale che significa «piano piano», è l’invito a uno sguardo lento, capace di consentire ove possibile la sospensione del giudizio e la coltivazione del dubbio.