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Enews 505, martedì 19 dicembre 2017

Di Matteo Renzi

Penultima enews prima di un Natale che mi auguro possiate passare coi vostri cari, liberi dai pensieri e dalle tante incombenze quotidiane.
Sarò più breve del solito, allora. Anche perché meno breve sarebbe difficile.

1. Euro o non Euro, questo è il problema.
Via via che entriamo nella campagna elettorale si fanno più chiare le diverse visioni dei singoli schieramenti. Ieri il leader dei Cinque Stelle, Di Maio, ha detto con chiarezza che lui voterebbe per l’uscita dell’Italia dall’Euro. Aiuto! Questo punto per me vale più di mille sfumature e dettagli: è una differenza strutturale enorme. Quando vedo dati dell’Export come questo o dati dell’occupazione come questo penso che tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le riforme – ma anche senza la stabilità data dall’appartenenza all’eurozona. Dunque: chi vuole far uscire l’Italia dall’Euro fa del male ai lavoratori, alle aziende, al benessere del nostro Paese. Questa non è l’unica differenza tra noi e la coppia Salvini – Di Maio. Ma è una differenza abissale. Spieghiamo bene le diverse squadre in campo. E le diverse idee in campo. E vedrete che la maggioranza relativa degli italiani ci chiederà di andare avanti.

2. Il dilemma tra passato e futuro.
Dalle vostre lettere, sempre utilissime (anche quando non rispondo, ma leggo e mi serve leggervi) emerge un dilemma non semplice da risolvere per chi si accinge a una campagna elettorale – pare che ormai sia questione di settimane – dopo aver governato per diversi anni. Il dilemma è questo: puntiamo sul presentare i risultati di ciò che abbiamo fatto o puntiamo sulle proposte per il futuro? Se parli dei risultati puoi essere serio e credibile, ma ti dicono: non si vincono le elezioni raccontando solo il passato, dicci del futuro. Se parli dei progetti puoi essere visionario e coinvolgente ma ti dicono: e dove sei stato in questi anni? Trovare un giusto equilibrio per chi può presentarsi con risultati attesi da anni ma ha ancora fame e voglia di migliorarsi è la grande sfida del PD. Vorrei leggervi allora. Sentire quali dovrebbero essere per voi le parole chiave, le proposte più significative per la prossima campagna. Su cosa ingaggiare secondo voi i cittadini incerti, che sono tantissimi, i potenziali astenuti, i critici. Insomma, ditemi la vostra che spesso è più utile di qualsiasi sondaggio: su quali temi a vostro avviso dobbiamo impostare con maggiore forza la campagna elettorale. L’email la conoscete: matteo@matteorenzi.it. E naturalmente ricordo per chi vuole aiutarci sull’operazione 61.597 responsabili di seggio di farsi vivi qui.

3. Chiarezza sulle banche
Larga parte dell’attenzione dei giornali di questa settimana si è concentrata sulla vicenda Banche. Noi come PD abbiamo voluto con forza una Commissione di Inchiesta sulle Banche per fare chiarezza su tanti problemi che si sono verificati in questi anni: giusto farla perché se ci sono problemi l’Italia deve affrontarli a viso aperto, senza paura e senza nascondere la polvere sotto il tappeto. E tante delle cose che la Commissione ha appurato saranno molto utili per i prossimi dieci anni, mentre le polemiche dureranno ancora dieci giorni. Utili per i cittadini, per evitare fregature, per migliorare i controlli.
Ciò che mi colpisce è la scarsa serietà e preparazione di quelle opposizioni che con la Commissione avrebbero potuto affrontare molti dei problemi di questi anni e che invece hanno parlato solo e soltanto di Banca Etruria per evidenti ragioni di polemica politica (il tweet di Orfini, qui l’intervista al Messaggero di Boschi). Gli attacchi superficiali in politica, purtroppo, ci stanno. Ma rinunciare a giocare un ruolo sulle grandi questioni del mondo del credito italiano per affrontare in modo ossessivo solo un tema, peraltro marginale e comunque finalmente chiarito persino dal Governatore Visco, dimostra l’inadeguatezza di chi vive l’impegno politico solo come attacco personale. Quanto a chi critica me per aver affrontato le crisi aziendali, anche bancarie, rivendico con forza il fatto che davanti a qualsiasi crisi aziendale, il Presidente del Consiglio debba informarsi, agire, aiutare. Uno che fa il Premier non è un passante, ha il dovere di informarsi.
In questa logica permettetemi di abbracciare Pier Carlo Padoan, finito ieri al centro di un vortice mediatico per aver detto una cosa banale: che il Ministro dell’Economia non autorizza mai alcun ministro. Per forza: nessuno deve autorizzare un collega pari grado. Eppure Padoan è stato molto criticato: conoscendone il rigore personale approfitto di questo pensierino della sera per ringraziarlo per gli anni di proficuo lavoro insieme. Con buona pace di tutti i professionisti del retroscena.

Pensierino della sera: Non so chi di voi abbia letto la notizia. A Como alcuni volontari vogliono offrire una colazione ai senzatetto, ma questo andrebbe contro alle “regole del decoro” secondo un’ordinanza del sindaco. Ecco, io penso che amministrare un luogo, una città, una comunità, significhi anche fare in modo che un gesto di generosità non possa mai essere definito contro le regole. Noi in questa vicenda la pensiamo come Maurizio Traglio

Un sorriso,
Matteo

PS. In un incidente stradale è morto Altero Matteoli, già ministro del governo Berlusconi e colonna storica della destra italiana. Un avversario politico, insomma. Ma ciò nonostante una persona che vorrei ricordare con voi. Perché era un uomo delle istituzioni, capace di dare valore e dignità al confronto civile. Mi ricordo i primi scontri al tavolo di discussione al Ministero sulla stazione dell’Alta Velocità di Firenze. Mi ricordo la sua opposizione quando andavo in Parlamento, diventato Premier. Mi ricordo i reciproci sfottò allo stadio di Firenze in diverse circostanze lui molto teso a seguire la sua Juventus in uno stadio tradizionalmente ostile. Ricordo civilmente un avversario e porgo le condoglianze alla sua famiglia. Prendendo le distanze da quelle bestie che sui social hanno scritto le cose più stupide: ripartire dalla dignità significa anche saper riconoscere negli altri innanzitutto il valore dell’umanità. Contro tutti i fanatismi allucinanti.

matteo@matteorenzi.it

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