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Siamo In Italia, Ma Non Mi Fermerete, Se Non Uccidendomi

Di Vittorio Venditti
(Audio), Di Vittorio Venditti
(Foto), Di Salvatore Di Maria, De “Il Segreto Di Pulcinella” E Presa Da Internet Da Salvatore Di Maria

Perché Non Fidarsi Dello Stato

Condannato blogger per diffamazione, avendo questo detta la verità su ciò che accade e su come sia possibile utilizzare le Leggi secondo schemi programmatici, tesi a distruggere chi non ti ossequia.

Tribunale, Aula Di Udienza N.1, del 20 giugno 2017

Tre mesi di reclusione con non menzione sul casellario giudiziario, (pena sospesa, non si sa come, visto che il bandito in questione vive già l’ergastolo e non del tutto per mano umana), pagamento delle spese processuali e delle spese legali della controparte, risarcimento dei danni alla controparte, da quantificare in separata sede civile e confisca del blog dal quale sono partiti i messaggi incriminati, (Voce che per altro avrebbe cessata comunque l’operatività e l’esistenza perché nel frattempo diventata ridondante ed inutilmente dispendiosa). E’ questa la condanna inflitta stamattina presso l’aula d’assise del tribunale di Campobasso ad un pericolosissimo criminale, “capace di far soffrire chi bersaglia in maniera indicibile la persona da colpire senza pietà”.

carmelina genovese Ed Io, Da Il Segreto Di Pulcinella, del 31 dic 2018

La foto appena proposta, mostra la parte offesa ed il condannato e le “indicibili sofferenze” che la prima patisce per mano, anzi per tastiera, del secondo. E’ chiaro l’intento criminoso di quanto stiamo descrivendo, ma non ci fermiamo qui: le azioni riprovevoli commesse dal condannato, risultano lesive della persona offesa perché il primo ha dichiarato più e più volte di aver agito per difendere due altri pericolosissimi malfattori che pretendevano di conservare il proprio posto di lavoro, non volendo tener conto del fatto che chi comanda detta Legge, per cui, in Italia, è possibile anche mettere sul lastrico chi non ti ossequia, purché poi questo non dia segno di ribellione alcuna.

Ghigliottina

A ciò, va aggiunta l’aggravante da pena di morte senza appello, consistente nel fatto che il delinquente oggi assicurato alla giustizia, ha dichiarato e si ostina a ribadire di aver agito fieramente consapevolmente, gratuitamente e ad esclusivo servizio di chi aveva chiesto e chiede a lui soccorso, non tenendo in alcun modo conto del fatto che chi comanda, esigeva ed impone l’esatto contrario in funzione di massimo rispetto e sottomissione.
Il condannato poi, nel tempo, ha avuto l’ardire di far notare che nel paese, (che oggi, lo ricordo, “è unito, ma soprattutto è SERENO!!!”), esistono tante cose definite funzionanti e funzionali come non tali per i compaesani che per questo devono ringraziare chi sta soffrendo, (sempre in maniera indicibile), perché tal efficienza è effettivamente il non plus ultra in fatto di servizi offerti da chi è stata rieletta “a furor di popolo”, se visto dalla sua parte, per mancanza di avversari che facessero campagna elettorale, se il dato è preso dalla bocca di chi denigra.

La prossima settimana il condannato proporrà appello, ma fin da oggi, da queste pagine, lo stesso non sarà più benevolo con nessuno. Da oggi, come capitava prima anche per cose estremamente serie, non partiranno più termini scherzosi, buttati lì perché in fondo la vita è bella e va vissuta. Da oggi, sarà bene stare attenti a ciò che si dice, sia per denunciare, sia per evitare di testimoniare la verità a favore di poteri dello Stato che prima usano i cittadini, chiedendone l’alleanza, poi li buttano via e magari li deridono, tanto i problemi sono del popolo ed i meriti sono di chi si mette in vista.

FIDATEVI, MA A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO!!!

In questo paese, hanno provato in tutti i modi a fermare chi ha avuto l’ardire di confessare l’inconfessabile: con atti d’intimidazione verbale, manomettendo le cose di chi dava e dà fastidio, cercando di estromettere il malfattore da ogni consesso e punto d’aggregazione sito in loco, mettendo zizzania in famiglia ed ora condannando chi non vuol capire chi comanda in paese: Hanno dimenticato quanto scritto qui, l’omicidio di chi non vuol star zitto e si ostina a dire e di conseguenza a dare “indicibili sofferenze”, come quella che vedrà la totale mancanza di considerazione per colei che sta ‘soffrendo’, al punto di costringere questa a leggere anche il presente articolo, non per comunicazione diretta come andrebbe fatto nei confronti di chi si fregia del titolo di ‘Pubblico Ufficiale’, ma a mezzo di passaparola e da social, visto che questo trattamento provocherà altra “sofferenza indicibile”dovuta alla lesa mancanza di protagonismo di chi deve patire, senza per questo avere l’obbligo di capire, ma foriero di soddisfazione per chi infligge tal umiliazione, brigante che già oggi pomeriggio uscirà per Gambatesa a testa alta perché per ora non ha ancora fatto niente a nessuno che meritasse tali punizioni, magari per brindare alla vita e non, come fa chi sta soffrendo “in maniera indicibile”, alla morte altrui per soddisfare le proprie frustrazioni dovute all’impossibilità d’assoggettare il cento per cento degli abitanti di un paese governato e trattato come sotto le peggiori dittature che prima o poi avranno fine per colpa del risveglio o solo dell’insoddisfazione di chi oggi ossequia e si prostra per un pezzo di pane da rubare ad altri, cosa ormai impossibile da ripetere per mancanza di materia prima, per il progressivo spopolamento che non è solo dovuto alla morte di chi ha la cittadinanza di Gambatesa, ma anche al fatto che chi non vuole ‘inginocchiarsi’ se ne va dal borgo “sognante” davvero per vivere una vita più Vita.

Da oggi, Non scherzeremo più.
Parola di condannato.

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